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VERTENZA AIAS, SCIOPERO AUTONOMI ALLA REGIONE. MA E’ SCONTRO TRA I LAVORATORI

di Carlo Martinelli

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È scontro tra lavoratori e l’Associazione Italiana Assistenza Spastici (Aias), tra lavoratori e Regione sarda e pure tra lavoratori di sigle sindacali diverse. Insomma una babilonia che non accenna a placarsi, la cui soluzione non si staglia neppure all’orizzonte.

La manifestazione. Questa mattina alcune centinaia di lavoratori aderenti alle sigle sindacali Css, Ugl, Fials, Isa e Confinesa si sono ritrovati a Cagliari, davanti al palazzo del Consiglio regionale, per ribadire la richiesta di conferma dell’attuale convenzione in essere tra Aias e Regione Sardegna, per il pagamento delle prestazioni già effettuate per l’anno passato e quello in corso da parte dell’Ats Sardegna, per il pagamento delle quote sociali da parte dei Comuni inadempienti e per il pagamento degli stipendi arretrati (in tutto sono ormai 10). Per Giacomo Meloni, della Css, “l’indebolimento dell’azienda è dovuto all’eccessivo credito vantato nei confronti della Regione per diversi milioni di euro. A questo vanno sommate le somme relative alle quote dei Comuni non versate, per le prestazioni sanitarie non pagate dall’Ats e per le spese di trasporto dei pazienti”. Lo zoccolo duro dei crediti vantati dall’Aias nei confronti della Regione sarebbero quelli relativi alle vecchie Asl: “Di questi contenziosi si sta occupando il Tar e l’Autorità Giudiziaria, aggiunge Meloni, che, fra l’altro, ha già emesso i relativi decreti ingiuntivi a cui la Regione, in modo immotivato, sta opponendo resistenza”. I lavoratori, costituiti in un comitato spontaneo, annunciano che “la protesta e le mobilitazioni continueranno fino a quando la Regione e l’Ats non pagheranno il dovuto all’Aias. I sindacati autonomi chiedono, inoltre, all’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru che dia seguito alla risoluzione della Commissione votata il 12 luglio che prevede la sospensione dei procedimenti nei confronti dell’Aias in attesa della verifica dei crediti vantati verso la Regione”.

La posizione di Cgil, Cisl e Uil. Fortemente critici i sindacati confederali e regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl che, con una nota, chiedono alla Regione e all’Ats un incontro urgente per affrontare il drammatico tema degli stipendi arretrati. “In particolare, scrivono i sindacati, alla luce delle notizie confermate su ulteriori risorse liquidate in favore dell’Aias a cui non hanno corrisposto altrettanti impegni precisi per il pagamento degli stipendi arretrati. È chiaro, spiegano i sindacati, che ci troviamo di fronte ad una oggettiva crisi aziendale che non trova soluzione, a fronte di pagamenti regolari da parte dell’Ats senza i dovuti riscontri di puntualità nel pagamento degli stipendi da parte dell’Aias ai propri dipendenti. Le famiglie, chiariscono i sindacalisti Roberto Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru, sono ormai alla disperazione e non possono essere coinvolte nel gioco delle responsabilità politiche, una politica sempre più lontana dai bisogni della gente”.

I lavoratori contrari. Gli altri lavoratori dell’Aias e della Fondazione Randazzo che hanno, invece, disertato la manifestazione di questa mattina, con un volantino, denunciano la “strumentalizzazione della manifestazione organizzata da sigle sindacali che rappresentano la sola azienda. Una manifestazione contro la Regione e l’Ats che, invece, vuole far rispettare quelle regole che tutte le aziende private erogatori di servizi rispettano, a parte l’Aias”. Per quanto riguarda i crediti vantati dall’Aias (circa 39 milioni di euro) i dipendenti denunciano che “le varie Giunte regionali che si sono succedute in questi anni non hanno mai ritenuto che fossero esigibili. Come pure nessun Tribunale ha mai esitato una sentenza positiva nei confronti delle istanze dell’Aias”. I lavoratori dissenzienti non biasimano i propri colleghi quasi “obbligati a partecipare a questa manifestazione da contratti precari o per opportunità personale”. Ma chiedono “rispetto per le proprie posizioni che riteniamo moralmente ed eticamente più giuste nei confronti di tutti i lavoratori”.

Le segreterie territoriali del Sulcis Iglesiente.  I segretari Giovanni Zedde (Fp Cgil), Claudio Nuscis (Cisl Fp) e Efisio Aresti (Uil Fpl) chiariscono ulteriormente, con una propria nota, in merito ai crediti vantati dall’Aias nei confronti dell’Ats e della Regione, che “questi non vengono svincolati, ossia autorizzati al pagamento dagli esponenti politici che via via si avvicendano nei vari assessorati. Le autorizzazioni al pagamento, precisano i sindacalisti, vengono disposte dai funzionari delle Asl a fronte della corrispondenza tra le tariffe delle prestazioni richieste dal Servizio Sanitario Regionale per il singolo paziente e quelle fatturate dal privato convenzionato. Senza la corrispondenza tra prestazione richiesta, tariffa regionale e fattura nessun funzionario pubblico rischierà di doverne rispondere alla Corte dei Conti”. Per quanto riguarda la quota sociale, la parte della tariffa a carico dei Comuni, Zedde, Nuscis e Aresti spiegano: “La quota sociale a carico dei Comuni è intimamente connessa alla tariffa della prestazione richiesta dalla Assl. Pertanto i funzionari dei Comuni non possono liquidare risorse in antitesi con quanto richiesto dalla Assl. Quindi il problema non è politico ma amministrativo. La nostra richiesta è che vengano mantenuti i servizi alla persona e gli attuali livelli occupazionali. A prescindere da chi sia il datore di lavoro.”    

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