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VERTENZA AIAS, IL SINDACATO USB: “UNA COMMEDIA DELL’ASSURDO”

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In merito alla vertenza Aias, dal sindacato autonomo Usb riceviamo e pubblichiamo.

UNA COMMEDIA GIOCATA SULLA PELLE DEI LAVORATORI

Continua, e sembra non aver fine, quella che abbiamo avuto modo di definire “telenovela AIAS”. Una telenovela, una commedia dell’assurdo, che nemmeno Jonescu o Pirandello avrebbero saputo immaginare. Gli attori continuano ad essere i dipendenti AIAS che continuano ad essere creditori di 6-7 mensilità di stipendi da una parte e dall’altra l’Azienda che continua imperterrita a vantare crediti nei confronti della Regione, e degli Enti per i quali ha erogato servizi. In mezzo un convitato muto, muto ed erogatore di pubblico denaro: l’Assessorato alla Sanità. Nel frattempo continua l’esodo del personale che, stanco di dover attendere quanto dovuto, decide di abbandonare la struttura per altri “lidi”, magari un po’ più affidabili. Eppure l’Assessorato avrebbe delle frecce nel proprio arco da giocare, frecce fornitegli dal Consiglio Regionale e che sembra debbano rimanere immobili nelle loro faretre. Ed il personale costretto ad abbandonare l’Azienda, quello espulso e quello “volontariamente” dimessosi continua ad aspettare perfino il TFR, ovvero quella parte del salario che l’Azienda ha trattenuto loro nel corso degli anni e perfino dei decenni. L’USB è da sempre convinta che il danaro pubblico debba essere gestito dal pubblico, che il passaggio al “privato” sia una stortura di sistema, e questa stortura  manifesta il lato peggiore di sè quando il Pubblico (Assessorato ed Enti Locali) non riesce a controllare le aziende che, lavorando con soldi pubblici, non riescono a rispettare gli standard basilari e contrattuali nei confronti dei propri dipendenti. Non ci viene difficile immaginare in quali condizioni psicologiche vivono i dipendenti AIAS la loro situazione; conosciamo la loro dedizione al lavoro, l’amore per il loro lavoro e per i soggetti loro affidati. Siamo convinti allo stesso tempo che essi hanno diritto alla giusta retribuzione e nei tempi previsti dai contratti, hanno diritto ad esternare le loro lamentele, e le loro rivendicazioni senza incorrere in ingiuste sanzioni o, peggio, in licenziamenti. Ancora una volta chiediamo all’Assessorato di “battere un colpo”. Di far sentire la sua voce. Di far capire all’Azienda che gli atti di indirizzo del Consiglio Regionale non sono carta straccia!

Coordinamento USB Regione Sardegna.

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