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Vargiu, Angius e Mereu: la fiera di Cagliari è agonizzante

da Redazione

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“I dodici ettari in pieno centro e ad un passo dal mare della Fiera Campionaria di Cagliari non possono essere dimenticati e abbandonati al loro destino di archeologia industriale!”. Lo sostiene il consigliere comunale dei Riformatori Pierpaolo Vargiu in un’interrogazione urgente al Sindaco e alla Giunta, sottoscritta anche dai consiglieri Giorgio Angius e Alessio Mereu..

“All’inizio del 2014 è stato stipulato un protocollo di intesa tra Camera di Commercio e Comune per la creazione di un nuovo polo nautico-fieristico. Che fine ha fatto il protocollo e quale capacità progettuale ha questa amministrazione – si chiede Vargiu- se nelle dichiarazioni programmatiche del Sindaco, appena approvate dal Consiglio, neppure una parola è dedicata ai 46.000 metri quadri di superficie coperta del quartiere fieristico e al riutilizzo del padiglione Nervi?”

“Mentre si rincorrono in città illazioni incontrollate su ipotesi di speculazioni edilizie o finanziarie nelle aree in sostanziale abbandono della Fiera –concludono Vargiu, Angius e Mereu- le attività di riqualificazione sono soltanto un sogno, a conferma dell’assenza di qualsiasi progetto strategico di questa amministrazione, che si accontenta di gestire la anonima quotidianità, senza accorgersi che la città si svuota di opportunità e di giovani e agonizza ogni giorno di più”.

Qui sotto il testo dell’interrogazione

I sottoscritti consiglieri comunali Pierpaolo Vargiu, Giorgio Angius, Alessio Mereu,

Considerato che:

Negli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra, la città di Cagliari e l’intera Sardegna, nell’intento di mettere i presupposti per la rinascita del tessuto economico dell’Isola, investirono nell’organizzazione di una rassegna commerciale internazionale, identificata come “Fiera Campionaria della Sardegna”;

tale manifestazione, si svolse per la prima volta alla fine del 1948 e venne ospitata nei locali della Passeggiata Coperta del Bastione di Saint Remy. La seconda edizione della Fiera ottenne spazi più ampi e venne pertanto realizzata nel Teatro Massimo e nell’adiacente Arena Giardino;

nel 1951, venne decisa la riqualificazione dell’attuale area fieristica di Su Siccu, per cui ben 12 ettari di territorio cagliaritano vennero destinati all’utilizzo fieristico. La superficie coperta finale sfiora i cinque ettari, con alcuni padiglioni che rappresentano il meglio della fantasia progettuale dell’epoca: l’edificio CASMEZ venne progettato da Adalberto Libera e realizzato nel 1953, mentre il padiglione dell’Agricoltura (1961) viene dalla disegno creativo di Ubaldo Badas;

la promozione e la gestione degli spazi fieristici è stata sempre curata dalla Camera di Commercio di Cagliari che, sino a quest’anno, ha utilizzato a tal fine l’organizzazione dedicata dell’Ente Fiera.

La globalizzazione economica e i nuovi scenari complessivi degli scambi commerciali ha contribuito a generare la crisi irreversibile delle manifestazioni fieristiche “generaliste”, al punto che la stessa Camera di Commercio ha provveduto recentemente alla soppressione dell’Ente Fiera;

l’ultima edizione della Fiera Campionaria della Sardegna (aprile 2016) è stata l’ennesimo straordinario flop di espositori, ma soprattutto di pubblico, confermando la necessità di un radicale ripensamento del ruolo degli spazi fieristici;

tale ripensamento è peraltro ampiamente nella testa degli stessi “gestori” degli spazi che, già nel 2009, bandirono un  concorso di idee per la “riqualificazione del quartiere fieristico di viale Diaz, Cagliari”;

i vincitori di tale concorso di idee (due ex aequo: Studio Professionisti Associati srl e Mijic Architects), caratterizzarono entrambi la loro proposta con il tentativo di abolire la cesura tra gli spazi fieristici e il mare e la riqualificazione multifunzionale degli spazi fieristici, vocati ad un rapporto continuo con la città e al servizio del suo sviluppo turistico e convegnistico;

coerentemente con tale prospettiva, il 27 maggio 2014, la Camera di Commercio di Cagliari e il Comune di Cagliari stipularono un protocollo di intesa rivolto alla realizzazione all’interno del polo di Cagliari, del polo nautico fieristico, attraverso l’ampliamento verso il mare dell’attuale polo fieristico  e la contemporanea riqualificazione degli spazi del Padiglione Nervi;

non è dato di sapere quali siano state le azioni conseguenti alla stipula di tale protocollo di intesa, mentre è di assoluta evidenza l’urgenza di procedere agli interventi di riqualificazione e di ridefinizione del ruolo delle immense superfici in sostanziale stato di inutilizzo;

nelle dichiarazioni programmatiche del Sindaco, approvate dal Consiglio Comunale in data ……., non una parola è dedicata alla riqualificazione del polo fieristico e alla sua nuova vocazione al servizio dello sviluppo economico della città, né al recupero delle cubature dell’adiacente Padiglione Nervi;

che le aree fieristiche di Viale Diaz, per la loro centralità e il loro dimensionamento rappresentano certamente un assett di incredibile importanza per lo sviluppo economico della città e rendono indispensabili ed urgenti scelte che devono essere effettuate nel contesto della complessiva idea di riferimento sulla identità futura della città di Cagliari;

l’urgenza delle scelte è resa ancora più indifferibile dalla necessità di risposte sistemiche alla grave crisi economica che affligge la città e l’intera Sardegna, nonché dalla opportunità di allontanare qualsiasi illazione (peraltro ricorrente) su ipotesi di speculazioni edilizie o finanziarie che possano interessare le aree fieristiche;

interrogano il Sindaco e gli assessori competenti per sapere:

quale sia lo stato di attuazione del protocollo d’intesa stipulato tra CCIAA di Cagliari e Comune di Cagliari, approvato con delibera di Giunta n.53 del 27,05.2014  e concernente la realizzazione del polo nautico fieristico di Cagliari.

Come si armonizzino le azioni previste da tale protocollo con la complessiva progettazione del riutilizzo delle aree e delle cubature fieristiche e del Padiglione Nervi, coerente con quello delle altre aree e cubature cittadine potenzialmente disponibili per la riqualificazione.

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