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SIGLATO ACCORDO PER MOBILITA’ ELETTRICA. IL SULCIS IGLESIENTE ESCLUSO.

di Claudio Moica

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La Sardegna è tra le regioni italiane che sta investendo nella mobilità elettrica. Con uno stanziamento di 15 milioni di euro (Fondi FSC 2014-2020 inseriti nel Patto per la Sardegna) e un Piano d’azione che prevede inizialmente la realizzazione di 650 stazioni di ricarica per auto elettriche, l’isola si pone all’avanguardia in Italia e crea le condizioni per una svolta ‘verde’. Tutto ciò, in linea con il Piano Energetico Regionale, predisposto dall’Assessorato dell’Industria, che prevede di abbattere del 50% entro il 2030 le emissioni climalteranti. A sancire l’avvio del nuovo corso della mobilità in Sardegna è l’Accordo di Programma firmato dal presidente della Regione, Francesco Pigliaru con i Sindaci della Città Metropolitana di Cagliari, della Rete Metropolitana del Nord Sardegna, di Nuoro, Oristano e Olbia, con la presenza dell’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras. L’Accordo, inserito nella strategia della Giunta in materia di Smart Grid e Smart City, coinvolge le principali città dell’isola e riguarda un territorio con una popolazione di oltre 800 mila abitanti. “Vogliamo che il 2018 sia l’anno della svolta, – ha dichiarato il Presidente Pigliaru – quello in cui poter invitare i turisti a lasciare a casa le loro auto impattanti perché potranno muoversi in Sardegna in modo sicuro, moderno e sostenibile.” Peccato che il Sulcis Iglesiente e gran parte della neo provincia del Sud Sardegna non sia stata tenuta in considerazione e lo afferma anche il sindaco di Carbonia, Paola Massidda,  in un post sui social “Nessun Comune del Sulcis-Iglesiente è stato preso in considerazione. Si fa riferimento, solo, a un possibile successivo accordo da stipulare con ANAS per 25 postazioni da realizzare sulla SS130. Questa discriminazione comporterà dei vantaggi turistici e di sviluppo economico notevoli per i territori che saranno destinatari di questi finanziamenti e una penalizzazione ulteriore per quei territori che alla sottoscrizione di questi accordi non sono stati invitati. Quindi, – prosegue il primo cittadino – per poter permettere ai cittadini del Sulcis di poter optare per l’acquisto di mezzi green e per evitare di rimanere fuori dalla tratte turistiche di soggetti che sono dotati di auto elettriche, è evidente che i Comuni, che non hanno ricevuto finanziamenti, dovranno fare investimenti con fondi di bilancio propri, e sappiamo bene che in questo momento è impossibile, visti i problemi di risorse di tutti i comuni dell’isola.”  Quindi ancora una volta il sud Sardegna risulta essere il fanalino di coda per i progetti regionali e si preferisce rinforzare le città maggiori dell’isola, relegando in questo modo gli abitanti in categorie di serie A e di serie B. “Stiamo correndo insieme verso un futuro positivo”, ha dichiarato Pigliaru ma questa corsa pare sia per pochi eletti, quelli prescelti da una giunta che a piccoli passi sta contribuendo all’impoverimento delle periferie, depauperando quei pochi servizi pubblici rimasti e demandando ogni responsabilità a chi è sul fronte come i sindaci. Si sprecano parole di vicinanza quando ad essere colpiti sono proprio i primi cittadini per poi con i fatti dimenticarsi che la Sardegna è composta da 377 comuni e nessuno può essere lasciato indietro o dimenticato a meno che non si ambisca ad un sistema feudatario dove solo a pochi è concesso di mangiare alla tavola del re. Quindi dopo le piste ciclabili che al momento non collegano nessun paese, dopo il taglio dei tanti servizi sanitari a partire dall’emodinamica alla mancanza di farmaci negli ospedali, dopo le chiusure dei vari uffici pubblici come il Tribunale, Guardia di Finanza, potremo scordarci di contribuire al miglioramento dell’ambiente fino a che questo “Cristo che si è fermato a Cagliari” decida di ricordarsi dell’esistenza anche del Sulcis Iglesiente!

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