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SIDER-ALLOYS: IL PUNTO DI VISTA DI ARMANDO CUSA

di Armando Cusa

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La crisi del settore alluminio di Portovesme mi pare abbia raggiunto il suo culmine con la presa di posizione del sindacato che nella sua vigilanza ha posto in essere il suo dissenso per quanto attiene i livelli occupativi.

In sostanza quello che la Sider-Alloys non ha ancora capito è che per riavviare uno stabilimento di questa portata il fattore occupazionale è essenziale al fine di garantire un processo così complicato e allo stesso tempo delicato.

Allo stato attuale nulla si sa quante linee di elettrolisi verranno avviate ma stando alle dichiarazioni dello staff dirigenziale sembra che le celle riavviate saranno 320, cioè due linee di elettrolisi complete.

Questa affermazione nasce dal fatto che chi non conosce il processo industriale non può minimamente rendersi conto cosa sia “Elettrolisi”.

I lavoratori e il sindacato in testa hanno le idee ben chiare come si deve procedere e il tutto va seguito con la massima attenzione.

Pertanto l’aspetto occupazionale è fondamentale e il sindacato si sta muovendo con estrema decisione senza lasciare nulla al caso.

A questo punto mi sembra doveroso che tutti, lavoratori, sindacato e forze politiche mantengano i loro impegni per dare nuovamente certezze affinchè la ripresa produttiva si concretizzi, dando così nuova linfa vitale ad un territorio per così lungo tempo massacrato, dove tantissime famiglie hanno pagato e stanno ancora pagando una crisi così feroce, dove per tanti anni il futuro non si è mai capito cosa potesse essere e come le famiglie ridotte ormai alla fame abbiano dovuto barcamenarsi in situazioni di estrema drammaticità.

E’ per questo motivo che voglio omaggiare tutti i colleghi e amici di ALCOA con il famoso ” Tamburi Sardi”.

Ecco che risuonano in me le voci di tante battaglie, lo scoramento ma anche la forza per andare avanti e lottare, lottare per il Lavoro e soprattutto per le famiglie che ci sono state sempre vicine.

A voi tutti vada il mio incoraggiamento per continuare nella battaglia della vita e andare avanti con coraggio.

Grazie ancora a voi tutti che ci avete dato una lezione di vita e di impegno!.

 

 

” TAMBURI  SARDI”

 

Erano seicento, erano Sardi, Veneti.

Tutto il mondo ha visto questi intrepidi.

Tutti hanno applaudito,tutti li hanno osannati.

Come Leonida al passo delle Termopili con i suoi trecento impavidi,

ma pronti per salvare Sparta, ma entrati nella leggenda,di loro nessuno si è dimenticato !

Anche noi Sardi,siamo entrati nella leggenda,nessuno potrà mai dimenticarci !

Siamo stati combattivi,noi Sardi siamo un Popolo orgoglioso e il rullo dei tamburi ha risuonato ininterrottamente, i caschi blu e bianchi hanno martellato continuamente, il rumore era assordante.

Tutti uniti per una giusta causa,combattivi,fieri,con la furia addosso,senza lasciarci intimorire.

Tutti non dimenticheranno la lotta che è stata portata avanti,ci siamo sacrificati e le nostre famiglie erano al nostro fianco e ci hanno sostenuto.

Siamo sempre pronti e vigili e non lasceremo nulla di intentato,siamo e saremo sempre pronti a scatenarci.

Noi siamo la leggenda e noi fieri Sardi siamo e saremo sempre combattivi.

 

 

( Armando Cusa)

 

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