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SANITA’ SULCIS IGLESIENTE: SI MOLTIPLICANO LE PROTESTE. CONSIGLIO COMUNALE IGLESIAS CONVOCATO ALLA REGIONE

Carlo Martinelli

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È un terremoto politico e sociale quello provocato martedì sera dalle dichiarazioni del direttore generale della Assl di Carbonia Maria Maddalena Giua, presente in rappresentanza dell’Ats Sardegna, durante il Consiglio comunale di Iglesias. Il risultato è stato una forte protesta dei cittadini e delle associazioni presenti e l’auto convocazione dell’intero Consiglio, deciso dalla conferenza dei Capigruppo dopo una sospensione della seduta, entro la prossima settimana nella sede dell’assessorato regionale alla Sanità in viale Trento a Cagliari. L’invitato principale, colui che avrebbe dovuto dare risposte alle molte domande sulle criticità degli ospedali del Sulcis Iglesiente, l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru, con una nota ha fatto sapere, invece, che “per sopraggiunti impegni istituzionali non avrebbe potuto partecipare”. Gli impegni istituzionali non hanno invece impedito la sua partecipazione, il giorno dopo, insieme al direttore generale dell’Ats Fulvio Moirano, alla Conferenza socio sanitaria dei sindaci dell’Ogliastra riuniti a Lanusei dove ha annunciato l’arrivo di trenta medici e rinforzi nel Pronto soccorso dell’ospedale locale.

Tra farse e mezze verità il Consiglio comunale di Iglesias, con l’esito già scritto, non ha portato alcuna novità sul fronte della sanità del territorio. Anzi sono emerse, caso mai non fosse ancora chiaro, conferme sul futuro assetto della sanità del territorio disegnato dalla riforma della rete ospedaliera voluta dalla Giunta Pigliaru. Dopo le dichiarazioni del direttore generale della Assl di Carbonia, Maddalena Giua, riguardanti sostanzialmente solo lo stato dell’arte dei lavori che riguardano il P.O. Cto di Iglesias, è scoppiata la bagarre tra il pubblico presente e gli stessi consiglieri in una sala consiliare gremita di pubblico e in un clima tesissimo. Dalla riunione dei capigruppo, che si è svolta durante la sospensione dei lavori richiesta dal consigliere Roberto Frongia (Riformatori sardi), è emersa la decisione di autoconvocare il Consiglio comunale davanti al palazzo della Giunta regionale in viale Trento a Cagliari entro la prossima settimana. L’intervento più atteso doveva essere quello dell’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru. Un’assenza stigmatizzata subito dal sindaco Mauro Usai, nel suo intervento che, rivolgendosi alla direttrice generale della Assl di Carbonia Maria Maddalena Giua, presente in veste di rappresentante dell’Ats Sardegna, ha precisato: “Lei non è la nostra interlocutrice. Conosco e riconosco i principi della riforma della rete ospedaliera che, però, devono trovare attuazione secondo quanto previsto dalla relativa legge. I tempi dei rinvii sono finiti”. A questo Consiglio dovrà seguire, necessariamente, un incontro chiarificatore con i vertici dell’Ats e con la Regione”.

Una forte presa di posizione è arrivata dalla Rete Sarda Sanità Pubblica Sulcis Iglesiente che, con una nota, critica fortemente le dichiarazioni del direttore generale della Assl di Carbonia Maddalena Giua, definendole “sconcertanti e imbarazzanti”. In particolare “quando afferma, in dispregio da quanto previsto dalla legge regionale sul riordino della rete ospedaliera, che al Sirai di Carbonia insieme alle urgenze e emergenze sarà presente anche l’attività programmata. È chiaro l’intento del legislatore di dividere il percorso del programmato da quello delle urgenze, causando continui rinvii di interventi programmati, cosi come sta puntualmente accadendo al Sirai di Carbonia, causando gravi disagi ai pazienti in attesa di intervento”. L’associazione definisce anche “imbarazzante l’operato del dirigente della Assl di Carbonia che continua imperterrita a non rispettare il
mandato previsto della legge regionale sulla sanità perseguendo azioni diverse dalla stessa e chiedono al direttore generale dell’Ats Moirano e all’assessore regionale Arru di prendere atto di tali comportamenti con le conseguenti, e dovute, decisioni in merito”.

Proteste si levano anche dalla Consulta Anziani di Iglesias che “con stupore” apprendono dal direttore della Assl di Carbonia Maddalena Giua che è previsto un taglio dei posti letto, presso il Cto di Iglesias, per i lungodegenti di 6 unità, passando da 16 a 10 posti. La Consulta anziani precisa, peraltro, “che il numero di 16 posti letto è al di sotto della soglia prevista dai parametri delle norme nazionali. Non dobbiamo dimenticarci che la Sardegna ha il tasso più basso d’Italia di posti letto per post-acuti (Sardegna 0,23 ogni 1000 abitanti contro una media nazionale di 0,57). Inoltre, aggiunge il presidente della Consulta Antonio Achenza, nel nostro territorio siamo in una condizione ancora più critica a fronte di una quota di posti letto per acuti di 2,56 per 1000 abitanti, più bassa perfino di quella Regionale, pari a 3,56. Oltretutto è vergognosamente tra le più basse d’Europa. Secondo la conferenza stato regioni n.98/2014, aggiunge Achenza, i posti letto per i post acuti devono rispettare il parametro di 0,7 per ogni 1000 abitanti per cui, in base alla popolazione dell’iglesiente, dovrebbero essere 39 posti letto. Un numero molto lontano dai 10 e anche dai 16. Anche secondo le indicazioni dell’AGENAS (l’Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali), conclude Achenza, la soglia dimensionale minima ottimale per la lungodegenza è di 20 posti letto. I pazienti anziani del nostro territorio devono avere, dopo la fase acuta, il legittimo diritto alla continuità delle cure nello stesso ospedale senza essere ricoverati e trasportati in altre strutture”.

Nella baraonda sanitaria del Sulcis Iglesiente interviene anche il leader del movimento sardo “Unidos” Mauro Pili che denuncia l’assenza di reagenti nel laboratorio di analisi del Santa Barbara di Iglesias “negando ai cardiopatici gli esami della coagulazione. Un piano vigliacco e premeditato, scrive Pili, un attentato alla salute pubblica, che coinvolge anche i reparti di Ostetricia e del Pronto Soccorso”.

Non va meglio all’ospedale Sirai di Carbonia dove, tra i tanti disservizi, si apprende che anche la sezione di Emodinamica, nel reparto di Cardiologia, subirà lo stop delle attività da domani, lunedì 10 settembre, perché il responsabile deve godere delle ferie legittime. In due mesi sono stati ben 80 gli interventi effettuati, di cui 20 in emergenza cardiaca. Un reparto che era stato prima ridimensionato negli orari di esercizio passando dalle 24 ore alle 8 ore (8-16) dal lunedì al venerdì. Poi, in seguito alle proteste, l’orario è stato allargato alle 12 ore (8-20) appena due mesi fa. Ora arriva l’interruzione degli interventi per assenza di medici emodinamisti. I pazienti in crisi cardiaca dovranno essere trasportati a Cagliari con tutti i rischi che quelle situazioni comportano.

Dalla Assl di Carbonia arrivano, come sempre, le note che a tutti i problemi si sta ponendo rimedio. Intanto, però, i disagi per gli utenti non accennano a placarsi con il conseguente aumento della mobilità passiva dei pazienti verso le altre strutture pubbliche e private sarde e nazionali.

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