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SALUTE MENTALE ED EMARGINAZIONE SOCIALE

da Redazione

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L’esperienza

Era l’ottobre del 2014 che entrai a far parte dell’associazione A.S.P. e i primi giorni ero spaesato. Sono un volontario, mi chiamo Alessandro e ho 42 anni. Farò una breve descrizione di come è organizzata l’associazione e delle persone che ne fanno parte. I componenti di maggior rilievo sono: Il signor Giorgio Matteu, fondatore dell’A.S.P. che svolge il ruolo di segretario e altre attività per la tutela dei membri dell’associazione. La signora Maria Orecchioni che svolge attività direttive e di controllo, la signora Teresa Fois, amministratrice e educatrice. L’A.S.P. è composta da un gruppo di persone diverse fra loro che hanno la capacità di aiutarsi a vicenda e di stringere rapporti d’amicizia partendo dal direttivo ai volontari per arrivare ai soggetti più disagiati con le patologie più gravi. L’A.S.P. si occupa delle persone disabili e dei sofferenti psichici con mezzi e risorse che purtroppo sono insufficienti; ci vorrebbe una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e non lasciare il volontariato nell’isolamento sensibilizzando anche la società al problema del disagio mentale e dell’emarginazione. L’A.S.P. è un’associazione fondata come ho già accennato dal signor Giorgio Matteu e opera nella società da diversi anni, è stata un centro di aggregazione composta da tanti volontari e disabili che sono entrati e usciti dal gruppo col passare del tempo, nonostante questo l’A.S.P. è rimasta attiva e operante, aperta e sensibile ai problemi del disagio mentale. Concludo brevemente dicendo che mi sono trovato bene in questo gruppo nonostante la mia timidezza e ho trovato persone che mi hanno aiutato e mi hanno accolto con affetto; infine vorrei ringraziare: Uccia, Teresa, Giuseppe, Anna Maria, Giorgio, Enza, Paola, Margherita e ancora Renato, Mario, Claudio, Antonio. Grazie a tutti.

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Dr.ssa Gesuina Intilla

Il signor Al…  frequenta come volontario l’associazione Assistenza Sofferenti Psichici, ne descrive l’ organizzazione e mette in evidenza il lavoro svolto da tutti i componenti per la realizzazione, sul nostro territorio del Sulcis, di un servizio per la salute mentale. L’associazione svolge, un’attività che favorisce la socializzazione e l’amicizia tra utenti, volontari e il mondo esterno, e si assume il  compito di aggregare le persone, sulla spinta anche dei bisogni di relazione che è propria di ogni persona.

Il signor Al… evidenzia l’impegno dell’associazione  per la tutela della salute mentale e                               per arginare l’emarginazione sociale in particolare delle persone affette da un disturbo mentale, un’attività svolta  nell’interesse di tutta la comunità, è con questo intento che le persone che frequentano l’associazione, orientano  le proprie azioni per il raggiungimento di tale obiettivo.

Infatti i  principi basilari contenuti nella legge n.180 del 1978, associata comunemente al  nome di Franco Basaglia (psichiatra e promotore della riforma psichiatrica in Italia), ormai acquisiti dalla coscienza civile e morale del nostro Paese, necessitano di un percorso concreto per realizzarsi nella nostra società.

Com’è noto Franco Basaglia s’impegnò nel compito di riformare l’organizzazione dell’assistenza psichiatrica ospedaliera e territoriale,  impose la chiusura dei manicomi,  istituendo i servizi di igiene mentale pubblici. La legge voleva anche essere un modo per modernizzare l’impostazione clinica dell’assistenza psichiatrica, instaurando rapporti umani rinnovati con il personale e la società, riconoscendo appieno i diritti e la necessità di una vita di qualità dei pazienti, seguiti e curati anche da strutture territoriali.

Le norme della legge n. 180/1978 regolano tuttora l’assistenza psichiatrica in Italia; riconoscere i diritti  di chi è affetto da un disturbo mentale, ha un valore universale per il rispetto della dignità della persona, ma ancora oggi, sono da rimuovere pratiche e comportamenti non solo culturali, posti in essere in buona o cattiva fede o per pregiudizio, verso le persone colpite dalla malattia mentale.

Numerosi percorsi riabilitativi hanno dato buoni risultati, anche con la partecipazione delle Associazioni che lavorano per la salute mentale.

Si è realizzato nel tempo, lo sviluppo di un associazionismo consapevole e partecipe che costituisce elemento importante, per il miglioramento della qualità della vita del paziente e di sostegno alle loro famiglie.

In Italia per la riabilitazione in psichiatria, sono state effettuate esperienze originali e significative in tanti settori di attività.  Autentici laboratori per la formulazione di progetti, personalizzati o di gruppo, di natura sanitaria, sociale, culturale, con un fiorire di iniziative, le più diverse e con risultati tangibili nell’avviamento al lavoro, nella realizzazione di interventi di mini imprenditorialità.

Inoltre negli anni, sono intervenuti strumenti terapeutici nuovi di riconosciuta efficacia nel settore farmacologico, che sono stati  introdotti e diffusi nella terapia dei disturbi mentali.

C’è comunque ancora  da lavorare nella prevenzione, informazione, lavoro, sostegno alle famiglie, per realizzare la indispensabile integrazione sociale delle persone affette da un disturbo mentale.
La cura della malattia mentale richiede un intervento multidisciplinare orientato al reinserimento sociale del paziente.

La ricerca mostra che, in questo campo, l’integrazione e’ la chiave del successo terapeutico; di conseguenza, nella cura di chi e’ affetto da disturbo mentale, un ruolo importante e’ svolto dal territorio e dalle sue reti.

Occorre identificare e rimuovere gli ostacoli che impediscono l’integrazione dei malati, al fine di evitare scelte che si traducono, nei fatti, in fenomeni di marginalizzazione sociale. In questa prospettiva, e’ necessario continuare ad investire sugli strumenti che mirano all’inclusione sociale dei pazienti, favorendo l’accesso degli stessi all’istruzione, al lavoro, alle attività ricreative e culturali che contribuiscono alla crescita della personalità. Per raggiungere questo obiettivo, vi e’ bisogno del contributo di tutti: delle istituzioni, degli operatori socio-sanitari, delle famiglie, delle associazioni di volontariato e di tutta la società.

L’Italia ha rappresentato negli anni, un modello avanzato di gestione delle problematiche della salute mentale, ma ulteriori avanzamenti sono necessari  per la tutela della salute dei pazienti affetti da un disturbo mentale, poiché e’ dal rispetto della dignità della persona che nasce l’idea stessa di terapia.

 

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