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RIFORMA DELLA RETE OSPEDALIERA, MOIRANO: NEL SULCIS 3 OSPEDALI, SCELTA INSOSTENIBILE. MADDALENA GIUA: I CITTADINI POSSONO STARE TRANQUILLI

di Carlo Martinelli

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È stata una giornata importante quella di ieri per la sanità del Sulcis Iglesiente. Mentre a Carbonia il direttore generale della Ats Sardegna (Azienda per la Tutela della Salute) Fulvio Moirano incontrava i sindaci del territorio, a Iglesias il direttore della Assl Carbonia Maddalena Giua partecipava al consiglio comunale straordinario, richiesto dalla minoranza, al quale era invitato anche l’assessore Luigi Arru, assente per altri impegni, per affrontare le tematiche sulla sanità che stanno preoccupando gli abitanti sulcitani. Un argomento importante che dovrebbe interessare tutti i cittadini ma che, a giudicare dalla risicata presenza di pubblico nell’aula consiliare di Iglesias, limitata ad alcune decine di persone, non sembra sia tra le priorità delle popolazioni del Sulcis Iglesiente.

Quella della rete ospedaliera o dei servizi sanitari, che dir si voglia, è una riforma complessa perché coinvolge l’intera regione con l’istituzione di un’azienda sanitaria locale unica a livello regionale, appunto l’Ats. “Una riforma storica, l’ha definita Raimondo Perra, presidente della Commissione sanità, perché è dal 1985 che non si approva una rete sanitaria”. Un riordino in gestazione da circa due anni basato su un atto aziendale presentato ufficialmente il 14 agosto, le cui basi sono “il recupero di una dimensione aziendale del sistema sanitario”. Che, in altre parole, significa razionalizzare le spese mirando al risparmio. Fulvio Moirano, a Carbonia, l’ha detto chiaramente: “Su un bacino di 130 mila abitanti 3 ospedali non sono sostenibili. La frammentazione dei servizi sono uno dei problemi della sanità sarda”. “Ma sulla salute non si bada a spese”, rispondono all’unisono sindaci, associazioni e sindacati, che rigettano in toto il progetto di riforma che il 26 settembre approderà nell’aula del Consiglio regionale per la sua discussione. “Una riforma che “l’imperatore” Moirano ha scritto in totale autonomia e in modo scoordinato senza tenere conto delle esigenze dei territori”, accusa Gianluigi Rubiu, capogruppo Udc in Consiglio regionale, nonostante i pareri contrari dell’Anci e del Cal. In altre regioni, come Puglia o Trentino si è scelto di dare un’assistenza sanitaria capillare a prescindere dal conto economico. Questioni di scelte, appunto”. Scelte che ricadono, però, sul potere politico che ha in mano le sorti del sistema sanitario di una regione a Statuto speciale che ha scelto di addossarsi l’onere finanziario della sanità regionale. Un aspetto rimarcato da entrambi i direttori Moirano e Giua. Una presa di posizione certamente conseguente al ruolo ricoperto, ma che appare, agli occhi dell’opinione pubblica, quasi un defilarsi dalle proprie responsabilità. Maddalena Giua, però, lo ripete più volte:” I cittadini possono stare tranquilli. Il punto nascita, dopo gli investimenti realizzati, resterà ad Iglesias. Lo ha confermato anche il direttore generale Moirano. Anche se molti sindaci del Sulcis spingono per portarlo a Carbonia. Ma questo acceso dualismo tra Carbonia e Iglesias, aggiunge Giua, non è proficuo per gli interessi del territorio”. La responsabile della Assl di Carbonia ha confermato il proseguo dei lavori al Cto, con le sale operatorie che entro un mese saranno operative e, entro l’anno, sarà ultimato anche il nuovo Pronto soccorso con l’unità Sub-intensiva di Rianimazione. “Ai primi di ottobre sarà completato l’esame della pianta organica a cui seguiranno nuove assunzioni, già autorizzate dall’Ats, e la relativa riorganizzazione del personale anche tra gli ospedali di Carbonia e Iglesias”, aggiunge Giua. “Fra questi, ha dichiarato Moirano, ci sono 40 Anestesisti, 16 Radiologi, Cardiologi e medici d’Urgenza”. La presenza di queste nuove professionalità dovrebbe quindi risolvere il problema del blocco delle sedute operatorie e delle liste d’attesa. Sul problema della formazione dei docenti in presenza di bambini diabetici e del servizio di Diabetologia pediatrica, sollevato da Riccardo Trentin, durante il Consiglio comunale, in rappresentanza della propria associazione, la cui incidenza nel territorio è la più alta della Sardegna, Maddalena Giua ha assicurato la disponibilità dei fondi e l’inizio, a breve, dei corsi di formazione. Anche sul fronte dello screening mammografico, ripartito da alcuni mesi, la responsabile della Assl Carbonia ha dichiarato che è in corso l’acquisto dello strumento radiologico per l’area di Iglesias. Per l’Oculistica è possibile anche un suo potenziamento, dal momento che è un servizio unico nel Sud Sardegna. Buone notizie, stando a quanto dichiarato da Maddalena Giua, anche sul fronte della Riabilitazione, per la quale ci sono i requisiti di posti letto, grazie alle Rsa presenti nel territorio, anche per un suo potenziamento. Per quanto riguarda invece la Dialisi, al momento, tutto dovrebbe rimanere invariato. Il direttore della Assl di Carbonia ha anche risposto sulla vertenza Aias e sugli stipendi arretrati dei dipendenti: “I lavoratori dell’Aias che intendono avvalersi del prescritto articolo del Codice Civile possono inoltrare regolare richiesta alla Assl che provvederà a pagare quanto richiesto, come ha sempre fatto, nel rispetto delle norme vigenti”. Nonostante tutte le rassicurazioni non sono, però, mancate le contestazioni, e restano i dubbi. Efisio Aresti, della Uil FP, parla apertamente di “desertificazione della sanità nel Sulcis, con ospedali ed eccellenze destinate a scomparire, causando l’aumento della mobilità passiva verso altri Presidi sanitari che andranno, a loro volta, al collasso”.  Per il 26 settembre è annunciata una nuova manifestazione di protesta, organizzata dalla Rete Sarda difesa Sanità Pubblica e dalle associazioni, contro il piano di riordino della rete ospedaliera davanti al palazzo del Consiglio regionale a Cagliari.

Il direttore della Assl di Carbonia Maddalena Giua

 

Il Direttore Generale dell’Ats Sardegna Fulvio Moirano

 

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