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PITTAU: ” CORTOGHIANA UNA PICCOLA REALTÀ, MA UNA GRANDE FAMIGLIA!”

di Antonio Pistis

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Il Cortoghiana del neo-mister Farci prepara la stagione, ormai alle porte, di Prima Categoria. Tra partenze e arrivi importanti ci sono anche diverse conferme.
Una di queste è senza dubbio quella di un difensore centrale ormai esperto, classe 1994. Viene proprio da Cortoghiana e ci parla qui della sua carriera calcistica, partendo dagli albori.
 È Gianluca Pittau, che gli amici chiamano semplicemente “Piz”!
Difensore centrale di ruolo, ma duttile per attitudini e carattere, l’abbiamo visto fare il terzino e, all’occorrenza, schierato anche più avanti.
Difensore col vizio del gol: si presenta spesso in area avversaria. Diversi i gol, anche con la Monteponi Iglesias, sfruttando l’elevazione. Pittau è del resto altissimo. Ciò gli permette di intervenire sul pallone prima dell’avversario, leggendo ogni situazione con tempismo.
Negli anni, anche se ne ha solo ventiquattro, ha affinato tecnica e tattica, raggiungendo quell’affidabilità (là dietro)che i mister non hanno avuto difficoltà a riconoscergli.
  I suoi buoni piedi gli permettono di impostare spesso la manovra partendo dalle retrovie e giocando la palla a terra.
 Il resto è un mix di carattere e cattiveria agonistica. Pittau ci mette tutto in ogni match, sudandosi le proverbiali “sette camicie”.  Sorriso sempre stampato sulle labbra ed è un ragazzo con un cuore grande. Sportivo, dentro e fuori dal campo. Difficile, insomma, non andare d’accordo con Gianluca…
GIANLUCA, COME È INIZIATO IL TUTTO?
 “Sono entrato a far parte della scuola calcio a 5 anni a Cortoghiana, non ho mai smesso, e vorrei smettere il più tardi possibile!!.. Ho sempre giocato a Cortoghiana tranne una piccola parentesi di 3 anni alla Monteponi  Iglesias negli anni 2013/14 – ’14/’15 e ’16/’17 dove posso dire di aver imparato tantissimo da compagni di squadra più grandi e molto esperti”.
COSA TI HA SPINTO, ANCORA UNA VOLTA, A FIRMARE QUI?
 “Cortoghiana è il paese dove vivo, ci sono tutti gli amici che ci hanno sempre sostenuto, siamo una piccola realtà ma una grande famiglia! Oltre a questo mi ha spinto sicuramente, ancora una volta, l’entusiasmo  del presidente Corrado Piras, che oltre ad avere un grande progetto, (in un modo o nell’altro) fa di tutto per accontentare i  giocatori..”.
PARLACI DEL TUO RUOLO.. PRESUPPONE ESPERIENZA E RESPONSABILITÀ, GIUSTO?
 “Il difensore centrale è un ruolo molto delicato, dove se sbagli, come accade per il portiere, la maggior parte delle volte si prende gol. Quindi ci vuole  sicuramente esperienza, che io sto cercando ancora di acquisire, ma rimango tranquillo perché: l’altro centrale? È il capitano Landis!!! Io cerco sicuramente di insegnare ai più piccoli ciò che i più grandi, durante gli anni, hanno insegnato a me, ma ascolto ancora i consigli dei più “anziani” e cerco sempre di migliorarmi..  allenamento dopo allenamento, e partita dopo partita..”.
COSA PORTERAI SEMPRE CON TE DI TUTTI QUESTI ANNI “DIETRO AL PALLONE”?
” Cosa porterò sempre con me? Sicuramente porterò i ricordi, perché fin quando ci saranno ricordi significherà vita. E ricordi vorrà dire tutte le splendide persone conosciute durante gli anni e diventate grandi amici. Dirigenti e presidenti e tutte le persone che hanno lavorato per me e la squadra. Porterò dentro tutti gli attimi prepartita, tutti i momenti post-partita (molto importanti anche quelli). Le trasferte, le preparazioni che non finiscono più, le risate con i compagni, qualsiasi momento.. Perché il calcio, chi gioca o ha giocato lo sa, non è un semplice sport ma una vera passione e quando finisce: diventa tutto molto più triste”.
COSA INVECE, SE C’È, CHE TI HA LASCIATO L’AMARO IN BOCCA..
 “Quello che mi ha lasciato l’amaro in bocca sinora è sicuramente la retrocessione di due anni fa con la Monteponi Iglesias, perché i giocatori per fare un campionato tranquillo c’erano, e le aspettative a inizio campionato erano sicuramente tutt’altre. Questa è la dimostrazione che se non c’è un grande gruppo, unito e compatto, e non si lavora duramente tutti insieme per un unico obiettivo a partire dalla società, i risultati non arriveranno mai. Comunque sia è stata una stagione che porterò dentro e dove ho conosciuto belle persone.. questa è esperienza e anche le retrocessioni insegnano per il futuro”.
E INFINE QUEST’ANNO: CHE OBBIETTIVO HA LA TUA SQUADRA?VI SIETE RINFORZATI !…
 “Quest’anno dopo tanti anni c’è stato anche il cambio di allenatore. Ci tengo a ringraziare il mister Marco Pilloni per il lavoro svolto durante tutti questi anni, e si sa’, quando si cambia allenatore ci vuole un attimo per conoscersi meglio, ecc.. dunque, se ci siamo rinforzati o meno, lo vedremo a fine anno e parlerà sicuramente il campo! Noi penseremo ad ascoltare e a mettere in pratica tutto ciò che il mister Farci ci chiede e cerca di  trasmetterci. Indubbiamente il primo obbiettivo è quello di centrare la salvezza il prima possibile, poi cercare di migliorare il settimo posto dell’anno scorso… Penseremo partita dopo partita e lavoreremo duramente ogni settimana. A fine stagione si tireranno le somme e vedremo…”.
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