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MUSICA SARDA: INTERVISTA AI “THE BLACKTONES”

di Michele Saba

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La Gazzetta del Sulcis intervista i “The Blacktones”, band sarda (al 40% sulcitana), che ha dato da pochissimo alla luce l’album “The Day We Shut Down The Sun”:

D: The Blacktones, potreste presentarvi ai nostri lettori?

R:“Ciao a tutti! Siamo i The Blacktones: Aaron Tolu, Sergio Boi, Paolo Mulas, Gianni Farci e Maurizio Mura”.

D: Quando è nata la vostra band e in quale genere vi identificate?

R:“La band è nata nel 2011 da un’idea di Gianni (Basso) e Sergio (Chitarra) ed inizialmente le composizioni erano unicamente strumentali. Con l’ingresso di Maurizio (Batteria) e Simone (Voce) si è arrivati nel 2012 al primo EP “Distorted Reality”, completamente autoprodotto. L’EP aveva molti richiami alla musica alternativa americana degli anni ’90, ma non solo. Durante gli anni successivi, la band ha lavorato al suo primo full album, e durante questo processo il sound si è maggiormente incupito e c’è stato il primo cambio di formazione, avvenuto nel 2014, con l’uscita di Simone per divergenze artistiche e l’ingresso di Aaron. Con Aaron abbiamo pubblicato il nostro primo full album, senza titolo, nel 2015. L’anno successivo Paolo è entrato nella band e, tra un concerto e l’altro, abbiamo lavorato alla stesura del nostro secondo album, che è uscito nel 2017 per l’etichetta Sliptrick Records. Il nostro sound prende spunto da diversi generi e commistioni, attingendo sempre a piene mani dal sound degli anni ’90. Se dovessimo dare un genere di riferimento, potremmo dire che siamo una Sludge Metal band”.

D: Da quanto tempo coltivate la passione per la musica e quali sono i gruppi che vi hanno ispirato?

R: “Ascoltiamo moltissima musica di generi diversi tra loro, ma come band i nostri riferimenti sono la scena grunge anni ’90, Pantera, Tool…”.

D: Quanto lavoro c’è dietro la genesi di un brano?

R: “Parecchio, e potrebbe finire così. Partiamo sempre da un’idea di Sergio o di Gianni, da un riff o un pezzo completo, e poi interveniamo tutti assieme in sala, sino a che non siamo tutti soddisfatti del risultato”.

D: Quali album avete realizzato in precedenza e a quali brani siete più affezionati?

R: “Degli album della band abbiamo parlato poco sopra, ma ognuno di noi milita anche in altre band e ha pubblicato album con loro. Per quanto riguarda i brani a cui siamo più affezionati, vediamo un po’:

Aaron: “Sa Battalla” (Shardana), “The Necromancer” (Inner Fear), “Broken Dove” (The Blacktones).

Gianni: “Vampires” (Stardogs), “Un’Altra Realtà” (The Outsiders), “Not The End” (The Blacktones) e “Screaming In The Darkness” (Dogmathica).

Sergio: “Start Becoming Nothing” (Dogmathica), “A Call For Unity”” (Tigershot), “The Upside Down” e “Alone Together” (The Blacktones).

Paolo: “My Modest Proposal” e “Oaks” (Acts Of Tragedy), “The Upside Down” e “I.D.I.O.T.S.” (The Blacktones).

Maurizio: “Endless Summer” (Elepharmers) e “Distorted Reality” (The Blacktones)”.

D: Arriviamo a “The Day We Shut Down The Sun”. In che misura può essere concepito un concept album?

R: ” SunQuando abbiamo concluso la stesura dei pezzi, ci siamo chiesti come poter chiamare l’album e quali immagini dovesse evocare. Da questo punto Aaron ha pensato ad un’idea che potesse accomunare tutte le canzoni senza avere effettivamente tutti i testi collegati tra loro. Le canzoni sono state quindi intermezzate da piccoli momenti parlati ed elettronici, rappresentati da delle carte dei tarocchi. Consigliamo di ascoltare l’album dall’inizio alla fine, di considerarlo come un piccolo viaggio e di vedere le carte come delle tappe da raggiungere. Ad ogni tappa l’ascoltatore dovrebbe spogliarsi di una sua caratteristica di essere umano (la fede, l’intelligenza, la saggezza e così via) passando da quelle più terrene a quelle più spirituali, sino ad arrivare a compiere il salto finale, quello del Matto, la carta 0. Siamo certi che ogni ascoltatore troverà qualcosa di diverso dall’altra parte”.

D: Quali sono i temi principali delle lezioni?

R: “Come detto, ogni canzone è indipendente. Proviamo a fare un rapido sommario:

The Upside Down: ispirata alla serie “Stranger Things”.

Ghosts: parla degli effetti dell’insonnia.

The Day We Shut Down The Sun: ispirata al film “Omega Man”.

Not the End: parla del non lasciarsi andare.

Alone Together: ruota attorno all’incapacità di non capire se stesso e chi si ha vicino.

I.D.I.O.T.S: analfabetismo funzionale e leoncini da tastiera.

Nowhere Man: ispirato al film “Mad Max –Fury Road”.

Broken Dove: parla degli ultimi momenti di una persona che non ha mai avuto effettivamente la possibilità di vivere la sua vita come gli altri.

D: Avete degli aneddoti curiosi da raccontare sui concerti o sulla registrazione delle canzoni?

R: “A parte la passione di uno di noi per la birra degli altri (specie se molto vicina al suo bicchiere), non ci sovviene altro”.

D: Quali progetti avete in corso?

R: “Stiamo promuovendo il nostro album, stiamo ancora attendendo tante recensioni e organizzando i prossimi concerti”.

Vi ringraziamo per esservi prestati alle nostre domande. “Grazie a voi”.

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  1. […] living. The lyrics content is introspective and addresses alienation, anger, revolt or despair. In this interview, The Blacktones summarise the approached themes, very much up-to-date to the current […]

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