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MARCIA DELLA PACE: RIFLESSIONE SULLA RWM DI DOSMUNOVAS

di Armando Cusa

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Forse ai più non sarà sfuggito che il 7 ottobre, come ogni anno, si svolge la Marcia per la Pace da Perugia  ad Assisi.
Nel seguire alcuni spezzoni della sfilata non ho potuto fare a meno di esprimere un commento sul significato di questa Marcia.
Una cosa mi ha colpito soprattutto ed è stato un intervento di un rappresentante della RWM, fabbrica sarda, che si occupa della costruzione di bombe destinate allo Yemen del Sud.
In una situazione generale dove da più parti si alzano le voci contro ogni forma di violenza,credo che la costruzione di bombe sia veramente una contraddizione ma allo stesso tempo ci si chiede come uno Stato Italiano possa continuare imperterrito in una situazione di questo tipo, perché se è vero che da una parte siamo contrari alla guerra contemporaneamente si autorizza alla costruzione delle bombe!.
Indubbiamente è una situazione che grida allo scandalo ed è una situazione che non può essere tollerata.
Il rappresentante della RWM ha espresso chiaramente che questo stato di cose non è più accettabile e si chiede a gran voce la riconversione di questa fabbrica e allo stesso tempo non si può utilizzare come arma di ricatto il posto di lavoro che vede occupati trecento lavoratori.
A questo punto crediamo che la Regione Sarda debba prendere coscienza del problema ed assumere un atteggiamento diverso senza se e senza ma.
In una situazione isolana dove il lavoro sembra che sia diventato una chimera e dove la disoccupazione è una realtà che ormai ci accompagna da troppi anni,crediamo che è giunta l’ora affinchè ci sia una svolta e un’inversione di tendenza,dove il lavoro è un impegno che ormai non è più procrastinabile e pertanto “Necesse est” riprendere in mano la situazione e affrontare concretamente e fattivamente il problema.
Probabilmente qualcuno storcerà il naso perché quando si parla del Lavoro allora il problema diventa ancora più gravoso nell’affrontarlo.
In Sardegna e soprattutto nel Sulcis-Iglesiente il problema ” Lavoro” è diventato ancora di più impellente e la crisi che ci stiamo portando dietro dal lontano 2008 ha già prodotto fame e disperazione e la Gente e le Famiglie non possono più aspettare,il tempo è scaduto e la Politica  e non solo ma anche le Istituzioni e anche il Sindacato devono riprendere il discorso anche se al Sindacato in toto va il nostro plauso per l’impegno profuso ma la Politica Sarda in Primis ma anche quella Nazionale,devono avere un approccio diverso che deve avere un impegno concreto che finalizzato al raggiungimento collettivo dia risposte concrete,risposte e azioni che tutti si aspettano,perchè quando in una Famiglia non si sa cosa dar da mangiare alla propria famiglia,ecco che allora la disperazione cavalca e porta verso un baratro causando drammi e noi tutti non dobbiamo dimenticarci quante persone hanno perso la vita a causa della crisi.
Credo che non ci sia altro da aggiungere se non quello di lanciare ancora una volta un grido d’allarme e per essere in tema con “La Marcia di Perugia-Assisi”, affrontare le tematiche che assillano la società.
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