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IL VIAGGIO INCANTATO: INTERVISTA A CLAUDIA DESOGUS

di Manuela Zurru

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Sabato 13 ottobre 2018, alle ore 17.30, in via Mameli 164, presso la MEM –mediateca del Mediterraneo di Cagliari, la scrittrice Claudia Desogus presenterà il suo libro dal titolo “Il viaggio incantato. Racconti di Janas, surbiles e altre figure leggendarie della tradizione sarda” edito dalla casa editrice sassarese Catartica Edizioni (http://www.catarticaedizioni.com/ ). Un appuntamento da segnare in rosso sull’agenda per tutti gli amanti del genere fiabesco e soprattutto della nostra stupenda isola. Il libro è una raccolta di fiabe che trasportano il lettore in un mondo magico e misterioso abitato da personaggi fantastici e meravigliose creature che sono presenti nelle leggende del popolo sardo.  In forma semplice, non scontata e naturalmente sublime, l’autrice ci fa entrare in un mondo popolato da Janas (le fate tessitrici), la Surbile (la strega-vampiro), lo Scultone (il drago assassino) che coinvolgono e tengono con il fiato sospeso il lettore fino al termine di ogni breve racconto. Ho avuto la fortuna di poter porre alcune domande direttamente alla scrittrice che nei giorni precedenti l’intervista, mi ha inviato il suo libro tramite mail. Infatti la Desogus, pur essendo nata e cresciuta in Sardegna, precisamente a Cagliari, lavora e vive da diversi anni a Bruxelles. Di seguito l’intervista in anteprima con l’autrice cagliaritana.

Come si definirebbe senza usare troppi particolari e false modestie?

Sono una persona che ha un po’ la testa fra le nuvole e a cui piace fantasticare. Non mi prendo troppo sul serio e amo sempre una buona risata.

Lei abita da tanti anni a Bruxelles, come mai ha deciso di vivere proprio in questa città?

Un po’ mi ha convinto mio marito che è originario di Bruxelles. Poi sono stata sedotta dall’atmosfera internazionale di questa città. Bruxelles è una città apertissima e accogliente. Non ci si sente stranieri perché siamo tutti stranieri, perciò è più facile essere se stessi.

Sogna mai di tornare a vivere in Sardegna?

Mi mancano molto il clima e la natura sarda, però non mi piace il fatto che sia collegata male col resto del mondo. Inoltre c’è il problema delle prospettive di lavoro. Io amo la Sardegna e la idealizzo molto. Per questo forse preferisco sognarla, piuttosto che viverla. Chissà, magari tornerò per la pensione.

Quando e come ha deciso di scrivere un libro di fiabe?

Era un progetto che avevo in mento da molto tempo. Ho sempre adorato il genere fiabesco, da piccola passavo ore e ore a leggere le fiabe classiche (Grimm, Andersen, Perrault) e un po’ meno conosciute, come quelle di Oscar Wilde, che mi hanno influenzato molto per questo libro.

Perché un libro basato sulle leggende popolari Sarde?

Mi sono resa conto che in Sardegna abbiamo un patrimonio folcloristico che è un autentico tesoro ma che è quasi sconosciuto, anche ai sardi. Per questo trovo che sia giusto riscoprirlo e farlo conoscere. Tutti conoscono i vampiri rumeni, ma pochissimi sanno che anche in Sardegna abbiamo dei vampiri molto speciali, le surbiles.

Cosa si aspetta da questa nuova avventura?

Sarebbe bello poter continuare su questa strada, ma non è facile. Ci vuole tempo, fortuna e talento. Per adesso ho realizzato un piccolo grande sogno e va bene così.

Sono state già fissate altre date oltre alla presentazione ufficiale?

Sì, sicuramente tornerò nella settima 12-18 di novembre per ripresentarlo a Cagliari in alcune associazioni culturali. Abbiamo poi fissato la data del 17 novembre per presentarlo a Iglesias alla libreria Mondadori.

Qual è il racconto che più le suscita emozioni del suo libro?

Forse l’ultimo, quello della Grotta della vipera, che è quello che più si discosta dalla fiaba tradizionale classica e che ha una base più storica che folcloristica. Mi sono emozionata molto mentre lo scrivevo perché scoprivo che una storia d’amore, antica di duemila anni, era rimasta celata tra le pareti di quella grotta. A riprova del fatto che nulla è cambiato nei sentimenti umani e che i poeti hanno ragione: l’amore è eterno.

 

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