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IGLESIAS, FETOPATIA ALCOLICA: UN CONVEGNO PER SOLLECITARE L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE

di Carlo Martinelli

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La Fetopatia Alcolica, nel mondo, continua a provocare vittime. In Sardegna una legge regionale potrebbe limitarne i danni ma resta, inspiegabilmente, inapplicata. Se ne è parlato sabato a Iglesias in un convegno organizzato dall’associazione “Amici della Vita Sulcis” in occasione della giornata mondiale della Sindrome Feto-alcolica (Fasd). Un appuntamento ricordato in 35 nazioni che coinvolge circa 80 organizzazioni impegnate nella sensibilizzazione delle donne per un corretto tenore di vita in gravidanza senza utilizzo di alcol.

Sono passati 26 anni durante i quali l’associazione Amici della Vita si è fatta promotrice di iniziative e proposte per una legge nazionale e regionale finalizzata alla prevenzione di quella che è universalmente riconosciuta come una patologia, la Sindrome Feto-alcolica. “Il 13 giugno 2014 il Consiglio Regionale ha approvato, a grande maggioranza, 50 su 50, la legge n. 12: ” Interventi regionali per la prevenzione della Fetopatia Alcolica”, ricorda Giorgio Madeddu, responsabile dell’associazione. Quello non era “un giorno qualunque”, direbbe Hemingway, per quanti si sono spesi per riconoscere alle ragazze alcoliste dignità e rispetto”. La legge regionale prevedeva entro 60 giorni l’approvazione delle linee guida per la sua applicazione e la gratuità delle analisi per i marker di abuso alcolico. Il 12 agosto la Giunta regionale istituisce un “tavolo permanente per la prevenzione della “fetopatia alcolica”. La legge, all’art. 5, determina che “la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale una verifica sull’efficacia degli interventi”. Solo dopo oltre tre anni e mezzo (1194 giorni) il 21 dicembre 2017 l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru costituisce il tavolo tecnico regionale in materia di prevenzione della fetopatia alcolica. “Nella Giornata mondiale della Prevenzione della Fetopatia Alcolica, aggiunge Madeddu, la Regione Sardegna, unica regione europea con una legge dedicata, è riuscita a conseguire un record: dopo oltre 4 anni non è ancora riuscita a dare gambe ad una iniziativa lodevole in grado di preservare la vita debole, dimostrandosi al contempo insensibili verso questa problematica”.

Si calcola che l’1% della popolazione mondiale, circa 70 milioni di persone, soffrano di patologie correlate ai disordini feto-alcolici conseguenti all’abuso di alcol durante la gestazione. In Italia sono stati diagnosticati 2800 casi di Fetopatia alcolica causando 28000 aborti. In Sardegna si registrano una media di 65 casi patologici con 650 aborti. Solo nel Sulcis Iglesiente si sono verificati 60 aborti da abuso alcolico con 6 casi di Fetopatia alcolica. Agli aborti causati dall’abuso di alcol vanno aggiunti i molti casi di malformazioni causate dall’assunzione di alcol durante la gravidanza. “Il costo economico per una grave disabilità da affiancare per 75 anni, che è l’aspettativa di vita media, è di 1 milione e mezzo di euro (pensioni d’invalidità, accompagnamento, Legge 162, insegnanti di sostegno, Legge 20, problematiche sanitarie successive), spiega Giorgio Madeddu. Una eredità morale, sociale, economica e organizzativa che presentiamo in eredità ai nostri figli e nipoti”.

Numerosi gli interventi di politici e medici specialisti che hanno animato il convegno. Un filo invisibile accomuna, però, tutti i punti di vista: la prevenzione come unica arma in grado di sconfiggere un dramma annunciato. Antonio Barracca, esperto in organizzazione sanitaria chiarisce che “la Legge n. 12 è un esempio reale di prevenzione economicamente vantaggiosa per le ricadute sul bilancio della sanità pubblica”. Il responsabile del reparto di Ostetricia dell’ospedale Cto di Iglesias, Enea Atzori, “sollecita l’applicazione del parto analgesico, ribadendo la necessità di garantire al reparto costante affiancamento cardiologico, chirurgico e rianimatorio per una serenità ostetrica territoriale”. Roberto Cherchi, primario della Chirurgia Toracica dell’ospedale Oncologico di Cagliari, ha valorizzato “l’impegno per il rispetto dell’Uomo sofferente mentre la medicina moderna spesso si dimostra interessata unicamente dell’organo malato”. È stata denunciata l’assenza dell’unico ginecologo disponibile nel Consultorio familiare a Iglesias mentre Anna Maria Landis, Presidente dell’Università della Terza Età, ha sollecitato le istituzioni regionali “ad impegnare tempestivamente i 150.000 euro annui stanziati per la prevenzione della Fetopatia Alcolica”. Il Comune di Iglesias era rappresentato dall’assessore alle Politiche sociali Angela Scarpa che ha aperto e chiusi i lavori.

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