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IGLESIAS: CONVEGNO SUI TAGLI SULLA SCLEROSI MULTIPLA.

di Carlo Martinelli

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I malati di sclerosi multipla non accettano i tagli decisi dalla Regione che comportano la soppressione di importanti servizi di riabilitazione. In un convegno organizzato ieri sera nella sala Remo Branca a Iglesias dall’associazione Amici della Vita Sulcis e dal gruppo Sorrisi multipli di Iglesias i pazienti hanno denunciato quanto sia importante mantenere e incrementare i servizi di fisioterapia e supporto psicologico. All’incontro hanno partecipato il vescovo Giovanni Paolo Zedda, il sindaco di Iglesias Emilio Gariazzo, i parlamentari Emanuele Cani e Mauro Pili, e tanti pazienti che hanno portato la propria testimonianza. Pur essendo stato invitato non ha invece partecipato l’assessore alla sanità Luigi Arru. Giorgio Madeddu, dell’associazione Amici della Vita ha ricordato la gravità di questa patologia, altamente invalidante e degenerativa: “La Sardegna è la prima regione italiana per numero di casi, ha affermato il medico.  E il Sulcis Iglesiente è il territorio con la più alta concentrazione di pazienti conclamati con circa 550 casi seguiti dalle strutture sanitarie.  Con questa situazione la Regione anziché aumentare le risorse taglia la spesa sanitaria, che nella Asl del Sulcis arriva al 23 percento, ossia un quarto degli stanziamenti. Stranamente, aggiunge il medico, nelle Asl di Nuoro e Sassari le disponibilità invece aumentano. Noi quindi proponiamo l’istituzione di un centro di primo livello adeguato al numero di pazienti e una approfondita ricerca epidemiologica sulle possibili cause della malattia. Abbiamo presentato una proposta di legge che giace inascoltata in consiglio regionale che potrebbe risolvere molte delle criticità che stanno creando un’infinità di problemi ai pazienti. Bruno Muzzetto, neurologo della Asl locale, avverte che il problema, peraltro, è molto più ampio perché non vengono considerate le altre patologie come demenza e epilessia, anch’esse in forte aumento. Quasi fossero dei pazienti invisibili.  Luisa, ex insegnante, ammalata di sclerosi multipla, è indignata e determinata. “Ci toglieranno le giornate e le ore di terapia necessarie per poter camminare. Ma se le nostre gambe non ci possono portare a Roma faremo sentire le nostre urla”. Da anni combatte la malattia contratta da quando ne aveva 45. Ivan denuncia di essere rimasto per 40 giorni senza terapia: il risultato è stato una immediata regressione dei progressi fatti in lunghe e faticose sedute di fisioterapia. Emanuele Cani chiede alla Regione di fare un passo indietro sulle decisioni assunte convocando un incontro con i pazienti per affrontare i problemi. Mentre Mauro Pili denuncia che l’1 percento dei soldati rientrati dall’Iraq hanno contratto la sclerosi multipla. “È  quanto meno singolare – osserva Giancarlo Sias – che mentre la Regione taglia la spesa sanitaria di 56 milioni di euro, una cifra analoga venga garantita ogni anno in favore dell’ospedale privato Mater Olbia”. Alberto Littarru, coordinatore dell’Aias di Cortoghiana, osserva che “le linee guida nazionali vanno nella direzione opposta alle decisioni assunte dalla Regione sarda”. Franco, un altro paziente affetto dalla malattia racconta: “Il mio attuale stato fisico mi ha fatto scoprire il piacere della lentezza e apprezzare l’amore di chi mi sopporta”. “Ridurre le terapie fa aumentare la disabilità, oltre i costi per la comunità – ha concluso Madeddu -. E questo è inaccettabile”.

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