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GUARDIE MEDICHE: A RISCHIO IL SERVIZIO DI VIGILANZA.

da Redazione

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“La scelta di tagliare i fondi (da 15 a 5 milioni di euro l’anno) per la vigilanza delle guardie mediche porterà alla soppressione del servizio armato a partire dal 2019 in tutte le guardie mediche della Sardegna: una scelta scellerata che mette a rischio l’incolumità di operatori sanitari e pazienti”. Lo denuncia il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa, che ha presentato una interrogazione al presidente della Regione Pigliaru e all’assessore della Sanità Arru. “Soprattutto in alcune realtà la presenza di personale armato e addestrato ad usare le armi non è sostituibile da un portiere né tantomeno dalla video sorveglianza, che non permette certo un intervento immediato e non protegge il medico quando questo deve intervenire a domicilio o comunque all’esterno dei locali della guardia medica, come capita specialmente nelle aree rurali.  A parte i tragici precedenti che avevano portato alla istituzione di questo servizio  oggi siamo in presenza di una situazione generale che non permette di abbassare la guardia sul versante della sicurezza di chi lavora, come testimoniano anche le aggressioni notturne nei confronti di autisti di ARST e CTM. La Giunta risparmi su altro, ma non sulla sicurezza delle persone”, conclude Cossa. Anche Edoardo Tocco di FI si dice preoccupato “Abbiamo appreso del progetto che mira a sguarnire e rendere pericolosi i punti dove più spesso è in gioco la vita umana – rimarca l’esponente degli azzurri – E’ una delle conseguenze della spending review varata con il piano di riordino della sanità, senza tenere conto delle condizioni di disagio dei camici bianchi. La soppressione della vigilanza armata nei complessi che ospitano i medici di continuità assistenziale – conclude Tocco – rappresenterebbe l’ennesimo colpo basso ai danni dell’universo sanitario. Una scelta che metterebbe a rischio centinaia di operatori delle guardie mediche, sottoposti a violenze ed aggressioni”. Dello stesso avviso anche il capogruppo regionale dell’Udc Gianluigi Rubiu “Sono necessarie misure di sicurezza adeguate nei poli di continuità assistenziale come confermato dall’ennesimo episodio di aggressione avvenuto ieri nel Salentino. Gli operatori medici impegnati nei servizi notturni svolgono un ruolo importante nei piccoli centri e nelle città, con un servizio che sopperisce il malfunzionamento degli ospedali ormai distrutti dalla riforma – conclude Rubiu – L’esecutivo vuole risparmiare sulla pelle dei lavoratori, mettendo a rischio non solo i medici ma anche i pazienti che si trovano all’interno delle guardie mediche. E’ l’ultimo disastro di una giunta disattenta alle problematiche della sanità”. Anche in casa PD non sono d’accordo con la decisione della Giunta Regionale e a dirlo è il capogruppo Pietro Cocco “Il gruppo del Partito Democratico  reputa assolutamente urgente intervenire e, se  le risorse a disposizione previste in finanziaria non dovessero essere sufficienti, proporremo rapidamente una variazione nei rispettivi capitoli di bilancio per  integrare i fondi necessari a garantire la continuità del servizio con  la presenza delle guardie giurate armate in ogni postazione di guardia medica.”

Intanto La Direzione dell’ATS precisa che non è previsto alcuno stop alla vigilanza delle postazioni di Continuità Assistenziale (ex guardia medica). “A riguardo l’Ats, in coerenza con le risorse stanziate dal bilancio Regione Sardegna, sta valutando la possibilità di attivare anche forme alternative di protezione nei luoghi dove l’attività di Continuità Assistenziale si svolge presso strutture che erogano già altri servizi. Occorre, inoltre, precisare che il servizio di guardia armata, presso le sedi di Continuità Assistenziale, non è incluso dal Ministero della Salute tra i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e deve essere quindi finanziato dal bilancio regionale. Pertanto, prima di procedere ad un ordine triennale alla ditta vincitrice della gara svolta dalla centrale di acquisto, si stanno valutando anche ipotesi quantitativamente alternative che garantiscano la sicurezza in coerenza con la copertura che il bilancio regionale assicura ed assicurerà. Dunque, nessun “ennesimo atto di irresponsabilità” da parte dell’ATS che, anzi, tiene all’incolumità di tutti i professionisti con i quali collabora giornalmente per mettere a disposizione dei cittadini i migliori servizi possibili.”

 

 

 

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