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GOVERNO BATTUTO DUE VOLTE AL SENATO SULLA LEGGE EUROPEA. PREOCCUPAZIONE PER ALCOA E INDUSTRIE ENERGIVORE

di Carlo Martinelli

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La legge Europea, che contiene fra le altre, le norme sulle agevolazioni energetiche per migliaia di imprese italiane, fra cui l’Alcoa, approvata questa sera dal Senato dovrà, però, tornare alla Camera in virtù di due emendamenti approvati con l’appoggio dei voti di Mdp (Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista) e dei 5 Stelle. In pratica il Governo e la maggioranza sono stati battuti per ben due volte in aula. La prima volta sulla proposta di modifica dell’articolo 12 sull’etichettatura dei formaggi e dei prodotti lattiero caseari in genere, sulla quale il relatore e il Governo avevano espresso parere contrario, che invece è stata approvata con 123 voti a favore, 102 no e 4 astenuti. Con questa modifica il consumatore, in futuro, potrà leggere sull’etichetta del formaggio chi l’ha prodotto e da dove proviene. La seconda volta il Governo è stato battuto sulla proposta di modifica dell’articolo 16 sulle Autorità di bacino che ora dovranno pubblicare sul web i monitoraggi, emendamento anche in questo caso approvato, col parere contrario di Governo e maggioranza, con 122 voti a favore contro i 105 contrari. In entrambi i casi sono stati determinanti i voti dei senatori di Mdp e dei 5 Stelle che hanno votato compatti. “Abbiamo votato a favore dell’emendamento per tutelare il consumatore” ha dichiarato il senatore di Mdp Federico Fornaro. Quali effetti produce, però, l’approvazione della legge europea con le modifiche apportate al Senato? Lo spiega Francesco Sanna, deputato Pd, sulla sua pagina Facebook: “Il testo, così come modificato dal Senato, torna alla Camera che non può cambiare le parti del testo che essa ha approvato in prima lettura e che il Senato ha a sua volta approvato. Potrebbe, in astratto, modificare ancora una volta le due parti che il Senato ha ritenuto di cambiare (è il fenomeno della cosiddetta “navetta”, tipico del nostro bicameralismo). Ma penso che Montecitorio approverà il testo del Senato così come ci viene consegnato. Il problema sono i tempi, abbastanza stretti. Sino a stasera vi era un accordo politico per il quale la Legge Europea non doveva essere modificata dal Senato e la Legge di Delegazione Europea, che ci accingiamo ad esaminare, non sarebbe stata modificata dalla Camera. Il programma dei lavori è già completo sino all’esame della legge di Stabilità, che blocca tutte le altre leggi. Dovremo quindi far spazio, nelle prossime settimane, anche alla legge Europea”. E poi lo sfogo del parlamentare iglesiente: “Tutti sapevamo che cambiare una virgola della legge Europea al Senato avrebbe comportato un nuovo esame della Camera e mettere a rischio l’attuazione tempestiva delle norme sull’energia, che riguardano migliaia di imprese e di conseguenza centinaia di migliaia di lavoratori. Lo abbiamo spiegato a tutti, ed in tutte le lingue. In Sardegna, aggiunge Sanna, a queste norme è legata la soluzione della vertenza ALCOA e l’esistenza dell’industria dei metalli non ferrosi. Il motivo era migliorare l’etichettatura dei formaggi ma in realtà è stato “vendicare” la fiducia alla Camera sulla legge elettorale, Mdp ha votato con le destre e Movimento 5 stelle. Ora il testo è modificato, dovrà tornare alla Camera con grandi problemi per il calendario dei lavori già programmato. In politica, conclude il deputato, c’è chi fa e purtroppo c’è chi disfa per vuoti simbolismi. Senza curarsi delle conseguenze per il mondo del lavoro, che dice di voler tutelare”. Anche Emanuele Cani, altro deputato Pd sulcitano, commenta duramente le modifiche apportate alla legge Europea: “La legge europea dovrà ritornare alla camera inserendosi in un calendario che vede la chiusura della legge elettorale e l’avvio della legge di bilancio. Per il Sulcis è un duro colpo, insorgono preoccupazioni sulla possibilità che venga approvata entro la legislatura una legge che contiene norme che contribuiscono in maniera determinante ad un possibile esito positivo della vicenda Alcoa. Purtroppo ciò che sembrava risolto non lo è. Bisognerà lavorare nei prossimi giorni per portare a casa il provvedimento e scongiurare il peggio”.

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