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EURALLUMINA PORTOVESME: NON PIU’ UNA NUOVA CENTRALE A CARBONE MA VAPORE DALL’ENEL

Redazione c.m.

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L’Eurallumina di Portovesme abbandona il progetto, da più parti contestato, di costruzione di una nuova centrale di cogenerazione energia-vapore per la raffinazione della bauxite per intraprendere quello della fornitura del vapore da parte dell’Enel e ha quindi richiesto le nuove Valutazioni d’Impatto Ambientale (V.I.A) all’assessorato regionale all’Ambiente e l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) alla Provincia Sud Sardegna.

Il 10 settembre la società ha depositato la versione aggiornata del “Progetto di ammodernamento della raffineria di produzione di allumina” che sostituisce tutta la documentazione precedentemente consegnata. Il progetto aggiornato prevede principalmente la sostituzione della centrale cogenerativa a carbone (C.H.P.) per produrre l’energia termica ed elettrica necessaria alla raffineria, con un vapordotto di convogliamento del vapore dalla centrale termoelettrica “G. Deledda” di Portovesme dell’Enel con restituzione delle condense da parte di Eurallumina. Sulla durata temporale dell’investimento è prevista una riduzione da 25 a 10 anni. Modifiche sostanziali anche per quanto riguarda l’ampliamento dell’esistente bacino fanghi rossi, per la messa a dimora dei fanghi rossi, previo trattamento di disidratazione attraverso un impianto di presso-filtratura.  La quota finale del bacino fanghi rossi viene ridotta a 28 metri sul livello del mare dai precedenti 46 metri inizialmente previsti. Prevista anche l’eliminazione del secondo scaricatore portuale e il prelievo della energia elettrica necessaria direttamente dalla rete nazionale. Il progetto contempla la conversione della raffineria per l’utilizzo di bauxiti tri-idrate con l’attacco da alta a bassa temperatura e il progetto per lo scarico portuale del carbone, con consegna all’esistente carbonile Enel, già previsti nella precedente proposta progettuale.

Per la società le modifiche progettuali previste consentiranno il raggiungimento delle condizioni necessarie al riavvio delle produzioni garantendone, al contempo, la competitività sui mercati internazionali. “La messa a dimora dei fanghi disidratati, si legge nella nota della società, consentirà di migliorare l’impatto ambientale del bacino dei fanghi rossi adeguandolo alle migliori e più recenti tecnologie disponibili”.

Soddisfazione da parte dei sindacati che vedono più vicina la ripartenza dello stabilimento: “Queste modifiche al progetto consentiranno di abbreviare i tempi della ripartenza della raffineria con minori impatti ambientali, ha affermato Antonello Pirotto della Rsu di fabbrica. La ripresa della produzione di allumina nel nostro stabilimento potrà essere salutata positivamente anche dalla vicina Sider Alloys che potrà così approvvigionarsi direttamente alla fonte con considerevoli risparmi sui trasporti via mare. Ma più importante di tutti è il tema occupazionale con le grandi ricadute che avranno sul territorio per la ripresa della produzione della filiera dell’alluminio”.

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