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CRISI IDRICA: CRESCE L’EMERGENZA CON I BACINI A SECCO

di Carlo Martinelli

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L’assenza di piogge e l’aggravarsi della siccità sta rendendo drammatica la situazione in Sardegna sul fronte acqua. Una circostanza rappresentata nel report mensile del Distretto idrografico della Sardegna i cui dati sono eloquenti: le scorte presenti sono ridotte a meno della metà, esattamente il 38 percento del totale; a fronte di una capacità totale di 2.215,218 milioni di metri cubi d’acqua negli invasi della regione, nello scorso mese di settembre ne sono stati misurati circa 847 milioni. La situazione si fa sempre più critica man mano che passano i mesi. Così se a luglio la capacità delle dighe era al 48 percento, ad agosto è scesa al 42 percento. La mappa della siccità accomuna un po’ tutte le sub regioni dell’isola. Le situazioni più a rischio si riscontrano nel Sulcis dove l’invaso di Monte Pranu contiene scorte appena per il 26 percento della capacità con 12,815 milioni. Praticamente a secco il Cixerri con il livello sceso al 10 percento, con 1.853 milioni, con la diga di Punta Gennarta al 6 percento di scorte con appena 0,685 milioni di metri cubi.  Il sistema nord-occidentale dispone di una capacità pari al 41 percento (circa 141 milioni di metri cubi) con Muzzone (Coghinas) al 56 percento e Casteldoria al 51 percento, ma con l’invaso del Cuga, nella regione del Coros, con appena il 4 percento e il Bidighinzu al 6 percento. Anche la diga Maccheronis di Posada è in emergenza con un livello all’8 percento con 2.064 milioni di metri cubi d’acqua a settembre. Non è migliore la situazione nei bacini dell’Alto Taloro (21 percento) e il Cedrino (16 percento). Preoccupante anche la situazione nel sistema Tirso con una capacità residua del 31 percento.

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