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CASO HYDROCONTROL E SIGMA INVEST: LA REGIONE “RITIRA” I CONTRATTI CON I DIPENDENTI

di Carlo Martinelli

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Ha avuto un epilogo amaro, peraltro annunciato, la vicenda del personale Hydrocontrol e Sigma Invest transitato nei ranghi della Regione senza sostenere un pubblico concorso. (Leggi)(Leggi) Proprio ieri, nel giorno dedicato alle donne, l’assessorato agli Affari generali e Personale, con una determina, ha recepito la decisione della Corte Costituzionale con la quale è stato dichiarato illegittimo il passaggio alla Regione dei 34 dipendenti delle due società, di cui 18 donne. Per effetto della decisione della Suprema Corte la Regione ha “ritenuto di dover provvedere” alla risoluzione dei contratti con questi lavoratori a decorrere dalla data della pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale, cioè il 7 marzo 2018. Già da oggi, quindi, i lavoratori sono formalmente “disoccupati”.

I sindacati, pur apprezzando la volontà della Giunta e del Consiglio regionale di addivenire ad una soluzione rapida del problema che coinvolge i dipendenti delle due società, attraverso l’approvazione di una legge che “richiama la modalità prevista dall’articolo 20, comma 2, del Decreto legislativo n. 75 del 2017 (Decreto Madia, ndr.) con una procedura concorsuale riservata”, ritengono che debba essere individuato un intervento immediato per sostenere i dipendenti e le loro famiglie. “Al riguardo è indispensabile la prosecuzione dell’attività lavorativa in particolare nel Distretto Idrografico, scrivono Roberta Gessa della Cgil-Fp e Giampaolo Spanu della Uil-Fp, per garantire le funzioni tecnico-amministrative nell’ambito del sistema regionale di Protezione civile, in carenza delle quali potrebbero conseguire implicazioni negative nella tutela della vita, integrità fisica dei beni e degli insediamenti e danni derivanti da eventi calamitosi. Per questo, aggiungono i sindacalisti, si chiede che si provveda con urgenza a rendere operativa la società Hydrocontrol (in fase finale di liquidazione) con la ripresa in carico dei lavoratori e dell’attività. Anche per i dipendenti Sigma Invest transitati nell’Igea Spa, concludono Gessa e Spanu, è necessario un chiarimento sulla loro posizione all’interno della società”. Per quanto riguarda la possibilità che questa vicenda possa coinvolgere altre società in house della Regione i cui dipendenti sono, anch’essi, transitati senza prove pubbliche, Spanu ritiene che “ogni singolo caso debba essere attentamente valutato sulla base delle relative norme”.

Per Gianluigi Rubiu, capogruppo Udc in Consiglio regionale, “la Giunta ha dimostrato, ancora una volta, la propria incapacità con una serie di atti e leggi che verranno impugnate, ancora una volta, dallo Stato, con il risultato che costringerà i lavoratori ad affrontare ulteriori spese con ricorsi al Tar e dispendio di risorse pubbliche”.

Intanto i segretari regionali Francesco Suella e Roberto Onni del sindacato Css/Arpas con una nota indirizzata al Direttore generale dell’Arpas e, per conoscenza, all’Ufficio Legale della Regione e alla Procura della Corte dei Conti, in relazione alla sentenza della Corte Costituzionale n. 40 del 2018, “chiedono se tale dispositivo possa interessare il personale transitato, in anni precedenti, da società in house afferenti al circuito degli Enti Regionali all’Arpas. Atteso che risulta ancora pendente il giudizio dell’Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) in relazione alle tabelle di equiparazione dell’inquadramento e delle retribuzioni dei dipendenti”.

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