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CARBOSULCIS, I LAVORATORI: “PREOCCUPATI PER IL FUTURO. REGIONE LATITANTE”

di Carlo Martinelli

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“A 4 anni dall’avvio del Piano di dismissione della miniera non è stato ancora avviato un contestuale processo di riconversione della società”. È l’accusa lanciata dai sindacati di categoria della Carbosulcis, l’ultima miniera italiana, e sarda, di carbone ancora in attività. Giovedì, durante una infuocata assemblea generale, dove erano presenti solo la Filctem Cgil e la Uiltec, i lavoratori hanno manifestato tutta la loro preoccupazione per “la riconversione promessa, necessaria a garantire prospettive future ai dipendenti, per la quale non esiste alcuna approvazione da parte dell’azionista” (la Regione Sardegna, ndr). I sindacati e i lavoratori denunciano il grave clima di incertezza e preoccupazione per un territorio già scippato del comparto industriale e devastato dalla crisi economica senza alcuna alternativa occupazionale. “L’unica cosa certa, scrivono gli Rsu Cgil e Uil, è il piano di dismissione con il carico di incertezze legato alla chiusura del comparto estrattivo e la messa in sicurezza della miniera. Ad oggi, prosegue la nota sindacale, gli unici progetti con una prospettiva sono il progetto Aria e quello della Lisciviazione, peraltro fortemente carenti nella fase di sviluppo e del coinvolgimento da parte dei soggetti che dovrebbero esserne parte attiva”. Critiche alla direzione aziendale anche per quanto riguarda la riorganizzazione della pianta organica, in assenza di un piano industriale approvato dall’azionista. Nebuloso, dicono i sindacalisti, appare anche il piano della formazione redatto dall’Aspal per la riconversione dei lavoratori. Per questo motivo i sindacati chiedono, con urgenza, un incontro con la Regione. La posizione della Femca Cisl è stata espressa in una nota separata nella quale viene contestata la direzione aziendale rea, a detta del segretario provinciale Nino D’Orso e degli Rsu aziendali, di creare turbative all’interno delle rappresentanze sindacali. Nella nota i sindacalisti della Cisl riaffermano la necessità di un preventivo incontro congiunto con la Regione e con l’azienda per chiarire il percorso da intraprendere per l’attuazione del Piano industriale e la relativa riconversione e riqualificazione del personale. Grande preoccupazione da parte dei sindacati e dei lavoratori viene espressa anche per lo scarso interesse dimostrato dalla Regione sulla realtà Carbosulcis.

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