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CARBONIA: TAVOLA ROTONDA SUL “PIANO INDUSTRIA 4.0”

di Claudio Moica

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Si è svolta lunedì 25 settembre presso la sala congressi del Lu Hotel a Carbonia la tavola rotonda sul tema “Industria 4.0”, organizzata dall’on. Emanuele Cani del PD. L’industria 4.0 scaturisce dalla quarta rivoluzione industriale. Non esiste ancora una definizione esauriente del fenomeno, ma in estrema sintesi alcuni analisti tendono a descriverla come un processo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa. Il Piano prevede misure concrete in base a tre principali linee guida: operare in una logica di neutralità tecnologica, intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali, infine agire su fattori abilitanti. I cardini su cui si basa sono l’iper e super ammortamento (Investire per crescere), la Nuova Sabatini (credito all’innovazione), il Fondo di Garanzia (ampliare le possibilità di credito), il Credito d’imposta R&S (premiare chi investe nel futuro), le Startup e PMI innovative (accelerare l’innovazione) e la Patent box (dare valore ai beni immateriali). Il piano riguarda tutte le imprese dalle piccole, alle medie fino alle grandi. Ad aprire il dibattito, in una sala affollata, è stato il padrone di casa, Emanuele Cani, che nel ricordare la sua partecipazione ai lavori della commissione attività produttive, ha invitato tutti gli imprenditori a “partecipare al progetto, perché è di fondamentale importanza uno sviluppo manifatturiero nell’isola martoriata dalla disoccupazione”. Critico verso i suoi colleghi è stato il presidente di Confindustria della Sardegna, Alberto Scanu, (amministratore e socio di numerose società che operano nel campo immobiliare, delle costruzioni, della sanità e della produzione di energia da fonti rinnovabili) che, nel suo intervento, oltre aver fatto un’analisi dei benefici ma anche degli svantaggi che offre il Piano, (nel 2025 previsti 8milioni di esuberi con l’avanzare della digitalizzazione ma in compenso i neo assunti saranno circa 10milioni) ha bacchettato gli imprenditori, ma anche i politici, rei di dormire e di non essere al passo con la tecnologia moderna. Un esempio clamoroso sono per il turismo le piattaforme Booking ed Expedia che in Sardegna sviluppano circa 60milioni di fatturato e di questo ben poco resta all’isola sotto forma di tassazione. Scomoda la posizione del consigliere regionale Cesare Moriconi, componente della commissione industria, che si dice più preoccupato del presente che non dei progetti a medio e lungo termine “perché i genitori devono portare adesso i bambini a scuola e non domani e per fare questo c’è bisogno di una certezza lavorativa.”, lamentando il fatto che “tra Roma e Cagliari c’è una distanza  immensa e quello che va bene in continente molte volte non si sposa altrettanto bene con la Sardegna”. In chiusura Moriconi ha specificato che le polemiche fatte dagli esponenti del Governo centrale non fanno bene alla politica locale facendo un chiaro riferimento al sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Ilaria Borletti Buitoni che sulla Legge Urbanistica aveva dichiarato che “La sciagurata linea in cui il paesaggio viene visto come vuoto a perdere è riproposta malgrado la discontinuità politica che ha visto passare la Sardegna dalla giunta Cappellacci (Pdl) a quella attuale guidata da Pigliaru (Pd). In questo caso forse conta più il cemento che i partiti di riferimento.” Pur non facendo parte degli ospiti l’assessore all’urbanistica Carlo Erriu è intervenuto dichiarando che “La Sardegna ha una lettura politica adeguata ai tempi, avremmo bisogno piuttosto di sovrintendenti che affrontino le tematiche in modo meno superficiale e non limitandosi a dare il diniego su tutte le proposte.” Anche il sindacalista della CGIL, RobertoPuddu, si dichiara preoccupato “non della digitalizzazione ma di come saranno reimpiegati tutti quei milioni di lavoratori che perderanno il posto di lavoro.” A chiudere il lungo incontro l’ospite di rilievo l’On. Gianluca Beneamati, capogruppo del PD nella commissione attività produttive, che si dichiara entusiasta per il raggiungimento dell’obiettivo, a termine della legislatura, e di “aver scommesso sul piano industria 4.0 e quindi sulla manifattura contro un quarto di parlamento che era totalmente contrario. I numeri ci danno ragione e ad oggi sono circa 920mila le persone che sono state assunte facendo calare in questo modo la percentuale dei disoccupati. Speriamo di arrivare al fatidico milione prima delle elezioni.” Il deputato si augura che nel futuro si possa legiferare affinché anche le multinazionali che operano nel territorio nazionale (Amazon, Ryanair, Google ecc.)  paghino le tasse in misura importante per il loro giro d’affari. Una tavola rotonda che di certo ha fornito varie visioni e permesso ai più di approfondire una tematica, la digitalizzazione, che riguarda tutti e non in un futuro remoto ma in un presente che è alle porte.

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