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CAGLIARI CALCIO: RASTELLI RISCHIA LA PANCHINA

di Michele Saba

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Un Cagliari imbarazzante esce sconfitto dalle mura amiche per 3-2 contro un Genoa rinvigorito dalla cura Perinetti, nuovo direttore sportivo dei grifoni. La squadra di Juric parte subito forte e colpisce in contropiede dopo pochi minuti con il redivivo Galabinov, un po’ messo da parte nelle ultime giornate dall’allenatore genoano. Il Cagliari non c’è e la squadra ospite si rende pericolosa più volte con il suo attaccante bulgaro, che prima tira a lato, poi trova Cragno pronto a respingere coi pugni. Sempre Cragno salva il Cagliari su una zuccata di Zukanovic, mentre la squadra di Rastelli non si porta quasi mai nell’area di rigore avversaria, salvo sporadiche conclusioni (vedi il timido tentativo di Pisacane). Nella ripresa il Cagliari entra con un altro piglio e trova subito il gol con Pavoletti, ben servito dal neo entrato Faragò. L’inerzia della gara sembra ora dalla parte del Cagliari, che ci prova più volte con Joao Pedro, ma l’infortunio di Cragno e il gol su corner di Rigoni chiudono la pratica. A nulla serve il rigore trasformato da Joao Pedro per un fallo di mano nell’area dei grifoni, e il tardivo cambio di Sau; il Cagliari perde senza attenuanti e rischia di subire un passivo peggiore con le occasioni finali fallite da Laxalt (palo) e Galabinov.

Terminata la partita, la squadra di Rastelli si ritrova impelagata nei bassifondi della classifica e con 4 sconfitte consecutive sul groppone, di cui 3 in casa contro delle dirette concorrenti. La compagine cagliaritana non sembra reagire al momento negativo e agli atavici limiti difensivi, che vedono il team rossoblù a quota 14 gol subiti contro i soli 6 gol fatti. Preoccupa anche l’involuzione del gioco e di uomini chiave come Farias, troppo lontano dalla porta e ancora a secco, e Sau, fermo a un gol. Rastelli, dopo una promozione e una salvezza tranquilla, sembra giunto ai titoli di coda e circolano voci imminenti di una sua sostituzione da parte di Giuseppe Iachini, autore di splendidi campionati sulla panchina del Palermo e di numerose promozioni nella massima serie, ma anche di esperienze poco fortunate a Brescia e Udine. Più defilati l’ex Reja e Guidolin, rimane soltanto una suggestione il nome di Walter Zenga.

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