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ALCOA, PARTE IL CONFRONTO CON I SINDACATI. SIDER ALLOYS CAUTA SUI TEMPI DI RIAVVIO

di Carlo Martinelli

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Atteggiamento cauto da parte dei vertici della svizzera Sider Alloys nel primo incontro ufficiale con i sindacati nazionali e i rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico. “Al momento ci sono ancora troppe variabili che dovremmo valutare a cessione conclusa”, hanno affermato i vertici dell’azienda. La data fissata per il passaggio a Invitalia e successivamente alla Sider Alloys è fissata per il 15 febbraio. Il Governo, rappresentato da Giampietro Castano, riferisce la Fim Cisl, ha affermato che permangono ancora solo alcune operazioni da concludere prima della cessione. “L’impianto è fermo da più di 5 anni, per cui ci limitiamo a dare alcune informazioni di massima”, ha affermato l’azienda. “Al momento valutiamo un tempo di riavvio delle celle elettrolitiche in circa 6 mesi, ma molto dipende da come reagirà l’impianto al momento della riaccensione. L’investimento complessivo ad oggi è stimato intorno ai 135 milioni d’investimento di cui una parte verrà investita nell’area di elettrolisi che verrà riavviata entro 12-18 mesi. Per quanto riguarda i livelli occupazionali, si legge nella nota della Fim Cisl, al momento stimiamo un numero di 376 risorse dirette, a cui se ne aggiungeranno 70 esterne, con una produzione massima di 150 mila tonnellate di alluminio l’anno”. L’auspicio dell’azienda, ma anche dei sindacati, è che si possa iniziare il prima possibile un confronto con tutti i dettagli del Piano industriale. Per l’azienda, rappresentata all’incontro del Mise, dal Ceo Giuseppe Mannina e da Gaetano Libia, è necessario conservare tutto ciò che è previsto nell’accordo di programma, affinchè tutti i soggetti interessati (Regione, Enti locali e gestore dell’energia) facciano la loro parte, ad incominciare dalle autorizzazioni ambientali, come l’Aia, fino al Memorandum of understanding, che si sono impegnati a garantire. Il prossimo incontro è già stato fissato per il giorno 29 gennaio.

Domani, intanto, al Ministero dello sviluppo, è previsto l’incontro con l’Eurallumina, fissato dal ministro Carlo Calenda in occasione della sua visita a Portovesme il 22 dicembre. Anche questa vertenza è fondamentale per la rinascita della filiera dell’alluminio che parte proprio dalla raffinanzione della bauxite da cui si estrae l’allumina, materia prima nel processo elettrochimico, per la sua trasformazione, nel vicino stabilimento, in alluminio metallico. Un modello industriale che si concludeva con le terze lavorazioni, di laminati e estrusi, negli stabilimenti della vicina ex Comsal e Sardal di Iglesias. Realtà aziendali oggi, purtroppo, cancellate dal panorama industriale del territorio. Per lunedì, invece, è previsto al Mise un altro incontro, questa volta però con l’Enel.

Per Emanuele Cani, deputato Pd, “quello di oggi è un passaggio importante per la conclusione di quel lungo e difficile percorso avviato alcuni anni fa per rilanciare la filiera dell’alluminio in Italia ma dà respiro e speranza anche alle altre aziende del settore metallurgico. È necessario, ora, il rispetto del calendario degli incontri dei prossimi giorni e settimane per arrivare alla conclusione della vertenza”.

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