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ALCOA: GIOVEDI’ LA SIDER ALLOYS INCONTRA A ROMA I SINDACATI NAZIONALI

di Carlo Martinelli

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Fra due giorni, giovedì 11, si svolgerà il primo incontro ufficiale tra i sindacati e la Sider Alloys per affrontare le tematiche relative allo stabilimento ex Alcoa di Portovesme. Un incontro fissato direttamente dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che lo ha comunicato personalmente ai lavoratori in occasione della sua visita nello stabilimento, lo scorso 22 dicembre. L’incontro dell’11, contrariamente a quanto si riteneva assodato, sarà però riservato alle sole segreterie nazionali di categoria dei metalmeccanici. Una sorta di incontro propedeutico a quelli successivi, nel quale dovrebbe essere pianificato un calendario con i vari temi da affrontare. Una soluzione non troppo gradita ai sindacati di fabbrica. Bruno Usai (Fiom-Cgil), Massimo Cara (Fim-Cisl) e Renato Tocco (Uilm) si dicono tutti “delusi e perplessi” per questa decisione. “Siamo fiduciosi sulla modalità decisa dal Governo per iniziare la discussione sul passaggio della fabbrica, afferma Usai. Avremmo però gradito partecipare da subito agli incontri”. Per Massimo Cara “la riunione per stabilire il calendario degli incontri si poteva fare anche prima. Noi abbiamo una necessità: quella di fare presto, e bene. Da questo punto di vista c’è una certa perplessità per questa decisione.  Ci auguriamo che i prossimi incontri abbiamo una frequenza ravvicinata nel tempo in modo da definire tutto entro il mese di gennaio. Per quanto ci riguarda siamo anche disponibili a fare incontri non-stop per guadagnare tempo”. Dello stesso avviso Renato Tocco: “Siamo rimasti un po’ sorpresi per questa decisione, soprattutto in relazione agli impegni assunti direttamente dal ministro Calenda. Ci auguriamo che entro la prossima settimana siano calendarizzati gli incontri con i sindacati territoriali e di fabbrica per poter illustrare la reale situazione dello stabilimento. Il fattore tempo, purtroppo, gioca contro di noi. Ci sono centinaia di lavoratori alle prese con le necessità familiari quotidiane che non riescono più a soddisfare”. Le due date fissate dal ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, quella dell’11 gennaio come inizio della discussione con i sindacati e quella del 15 febbraio, entro la quale dovrebbe essere sancita ufficialmente la cessione della fabbrica, rappresentano due paletti che il responsabile del dicastero economico ha voluto fissare per evitare di procrastinare ulteriormente il passaggio dello smelter di alluminio agli svizzeri della Sider Alloys. I sindacati del territorio rifiutano l’idea che possa essersi trattato dell’ennesima passeggiata preelettorale ed attendono, con fiducia, la convocazione per partecipare attivamente alla discussione sulle problematiche dello stabilimento. In particolare i sindacati sono interessati al piano industriale e ai livelli occupazionali dal quale, successivamente, scaturiscono le intenzioni sui livelli produttivi da parte della società. Programmi peraltro già dichiarati direttamente dal Ceo della Sider Alloys Giuseppe Mannina, in occasione della medesima visita del 22 dicembre nello stabilimento, secondo cui la fabbrica dovrebbe ritornare alla massima produzione di circa 150 mila tonnellate di alluminio primario a cui si aggiungerebbe una produzione ulteriore, ancora da quantificare, di vergella di alluminio. Se gli impegni saranno mantenuti saranno importanti le ricadute occupazionali per il territorio, sia direttamente ma anche nell’indotto, che ne deriveranno.

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