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RENZO PASCI: UNA VITA NEL SOCIALE
(N° 617 - del 02/2013)


RENZO PASCI: UNA VITA NEL SOCIALE
Massimo Carta

Renzo Pasci è stato un grande educatore perché ha saputo ascoltare i problemi degli altri, facendone tesoro e applicando questa sua personale ricchezza in famiglia e nella società civile dove si è trovato ad operare, senza mai scoraggiarsi anche di fronte alle difficoltà. Qualità che in Iglesias, dove era nato 79 anni fa, gli hanno riconosciuto coloro che hanno preso parte alle sue esequie martedì 5 febbraio scorso.
La presenza di tantissima gente, in mezzo alla quale molti suoi ex allievi del “Collegio Enaoli”, è stato un grazie spontaneo per quanto quest’uomo è riuscito a fare nel campo professionale e in quello del volontariato ogni qualvolta sia stato coinvolto.
La sua inossidabile tempra, caratterizzata dallo spontaneo sorriso, è stata vinta da un male che, per qualche tempo l’aveva illuso di trovarsi sulla via del superamento, ma che poi lo ha vinto fisicamente, ma non nella lucida consapevolezza della sua imminente resa.
Certo è che Renzo Pasci in Iglesias, ma non solo come già detto, ha lasciato un vuoto di onestà civile e morale, limpido esempio di socievolezza.
Renzo Pasci era nato ad Iglesias nel 1934. Figlio di minatore aveva conseguito la laurea in pedagogia che gli è poi servita quando si trovò a dirigere l’Istituto Enaoli che, tra il 1955 e il 1983, accolse circa 1500 figli di operai deceduti sul posto di lavoro (Ente Nazionale Orfani Lavoratori Italiani). Pur avendo, dopo lo scioglimento dell’Ente, svolto il ruolo di Dirigente regionale, Renzo Pasci rimase sempre legato ai suoi ex Allievi Enaolini con i quali quasi ogni anno festeggiava un “raduno” di grande socialità.
“Il Direttore Renzo Pasci, anche se lui rifiutava i titoli, ha spiegato l’ex Enaolino Giuseppe, è sempre stato un vero educatore che sapeva ascoltare i problemi che ognuno di noi si portava dietro. La sua sensibilità è rimasta tale negli anni ed è per questo suo modo di fare che, come ex allievi dell’Enaoli di Iglesias, aspettavamo con ansia l’appuntamento del raduno. Oggi che lui non c’è più ci sentiamo un’altra volta orfani”. Il più recente impegno è stato quello svolto in seno alle associazioni del Parco Geominerario della Sardegna. Ma la qualità che l’ha distinto è sempre stata la discrezione. Né si può dimenticare il senso costruttivo nella società, sempre volto a conservare in Iglesias quel giusto riconoscimento di Capoluogo minerario. Suo merito è stato inoltre il recupero e il riordino del “Fondo Enaoli” che oggi fa parte dell’Archivio Storico Comunale. Alla signora Franca e ai figli Paolo, Elisabetta e Laura vadano le espressioni del più profondo cordoglio da parte dell’intera Redazione di “Gazzetta del Sulcis Iglesiente”, verso la quale il compianto Renzo ha sempre avuto parole di plauso e di incoraggiamento.

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