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Lettera in
Redazione di Jessica Saba
Gazzetta del Sulcis
Iglesiente N° 563 del
22 Dicembre 2011
Sono una
studentessa universitaria della Facoltà di Cagliari. Vorrei poter avere
qualche contatto affinché il vostro giornale possa rendere pubblica la
situazione recentissima in cui ci siamo ritrovati noi studenti
beneficiari della borsa di studio erogata dall'ente per il diritto allo
studio Ersu.
Oggi è stato
pubblicato il solito avviso sul sito dell'ente, per avvisare noi
borsisti che dal 15 dicembre è possibile ritirare la prima rata della
borsa di studio. Il problema nasce nel momento in cui, sul gruppo
ufficiale dell'Ersu su Facebook, cominciano a venir fuori proteste in
quanto la prima rata della borsa di studio ci è stata dimezzata
ulteriormente, senza nessun avviso ufficiale. La spiegazione che ci è
stata data, e dico la verità, non so quanto possa essere attendibile
percepire informazioni così delicate da un social network, è che
(riporto testuali parole) "La
Ras, seppure in ritardo a causa del patto di stabilità, ha già disposto
i pagamenti ma le somme non sono state ancora effettivamente
accreditate. Appena saranno esigibili, verrà messo in pagamento la
seconda parte della rata semestrale e comunque entro e non oltre il mese
di febbraio."
Noi
studenti universitari, siamo sempre costretti a seguire le tempistiche
dettate dall'ente per la compilazione di moduli e richieste, dobbiamo
rispettare le scadenze per raggiungere i crediti per poter avere la
borsa di studio.
Questa mancanza di rispetto nei confronti della nostra categoria, sempre
messa da parte e sbeffeggiata, non può essere tollerata e la società
locale deve venire a conoscenza di questo affronto, di questa ormai
diffusa maniera di trattare noi studenti con tale indifferenza. Se è
vero che la Regione Sardegna ha le colpe in questa situazione, che io e
i miei colleghi reputiamo essere veramente grave, non staremo con le
mani in mano ad aspettare che chi sta dentro un palazzo possa godere dei
suoi stipendi, mentre chi studia, al pari dei lavoratori che protestano
ormai da anni, non possa avere i soldi che si è meritevolmente
guadagnato con il frutto del proprio lavoro.
Spero di essere in qualche modo presa in considerazione da voi, dato che
vi reputo uno dei pochi (se non unico) giornali che lasciano spazio e
colonne stampate a disposizione di queste cause.
Cordiali saluti
Jessica
Saba
Ringraziamo
per gli apprezzamenti espressi nei confronti del Giornale, ma nel
contempo non esitiamo a condividere le legittime motivazioni che hanno
dato luogo alla Vostra protesta. Il motivo del Patto di Stabilità, pur
reale, non può essere addotto come pretesto nei confronti degli studenti
meritevoli. Auguri.
Massimo Carta
