Gazzetta del Sulcis Iglesiente - Settimanale della Provicia Carbonia Iglesias  
  
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Lettere

Lettera in Redazione di Peppino La Rosa

 

Gazzetta del Sulcis Iglesiente N° 542 del 14 Luglio 2011

 

IL DIRETTORE GENERALE ASL 7 DEL SULCIS SEMPRE SOTTO TIRO DI FUOCO INCROCIATO

Si legge sulla stampa che la conferenza sanitaria provinciale “ha bocciato il bilancio consuntivo 2010”. Si potrebbe affermare che si tratta di un copione già scritto e già noto da quando a dirigere la sanità nel Sulcis Iglesiente è il dott. Calamida, professionista che il resto della Sardegna ci invidia, ma che da noi sembra non corrispondere adeguatamente al profilo/modello che si è affermato nel corso degli anni con grande favore della conferenza sanitaria quando i direttori generali erano esponenti del P.D. o dell’U.D.C. senza che ciò facesse alcuna differenza.

Il dott. Calamida nel corso della gestione commissariale per l’intero 2010 ha portato avanti una gestione amministrativa attenta, rigorosa, assumendo provvedimenti di ordinaria amministrazione in grado quantomeno di porre un freno al crescente deficit di bilancio riuscendo ad invertire la tendenza registrando una piccola ma significativa riduzione del deficit al netto dei maggiori trasferimenti della Regione pur in presenza di una forte rigidità dei costi che è intorno all’80%.

Il dott. Calamida nel corso del 2010 ha fatto ripartire i lavori al Sirai ( lavori quasi giunti al termine ), ha superato il contenzioso che impediva la ripresa dei lavori al CTO per cui tra breve potranno essere appaltati anche i lavori ad Iglesias; ha inoltre rimesso a nuovo la rianimazione ad Iglesias facendone un reparto modello malgrado l’isteria di alcuni sindaci.

Appena nominato direttore generale della ASL 7, si badi bene per scelta convinta e non per mancanza di alternative, il dott. Calamida ribadiva la volontà e la necessità di voler operare con la più ampia condivisione delle scelte a partire dai sindaci.

Una risposta concreta è arrivata qualche giorno fa dalla conferenza sanitaria provinciale in vista della quale il sindacato di base dei primi cittadini della nostra provincia ha organizzato una grande impresa  consistente nella bocciatura del bilancio consuntivo 2010. Un primo intoppo per tale disegna,  si è presentato all’apertura dei lavori per la mancanza del numero legale ma è stato superato con l’attivismo telefonico di alcuni sindaci che hanno chiamato qualche collega compagno che era assente.

Dopo circa 90 minuti, con la presenza minima necessaria di 12 sindaci su 23, ha avuto inizio la riunione grazie a quei sindaci che pur non condividendo la volontà di bocciare il bilancio consuntivo hanno garantito il numero legale in nome della funzione istituzionale cui erano chiamati nella conferenza sanitaria.

Un secondo intoppo si è registrato quando la rappresentante del comune di Carbonia si è espressa per l’opportunità di un voto di astensione suscitando l’ira del sindacato di base dei primi cittadini per cui in conclusione la rappresentante di Carbonia decideva di votare no seguendo il richiamo della foresta biancorossa.

Cosi alla fine, 9 sindaci su 12 votano contro e gli altri tre si astengono in quanto non disposti ad assumere posizioni  pregiudiziali e demagogiche che nulla hanno a che vedere col merito del tema all’odg e col ruolo istituzionale.

Le riflessioni finali inducono a sostenere quanto segue:

la nuova amministrazione di Carbonia ha perso un’occasione importante per mettersi alla testa del territorio come guida responsabile per gli altri sindaci piuttosto che subire l’avventurismo di alcuni colleghi; all’inizio della riunione non c’era il numero legale e ciò dovrebbe indurre certi sindaci a chiedersi se molti dei loro colleghi non partecipano perché non condividono il loro comportamento e non sono disposti ad assecondarlo comunque per spirito di colleganza; il numero legale è stato raggiunto ma molti sindaci, ben 11 su 23, erano assenti per cui i nove che hanno bocciato il bilancio erano la maggioranza dell’assemblea ma sono una minoranza rispetto ai 23 sindaci del territorio. Forse alla fine non è stato bocciato solo il consuntivo della ASL 7 ma anche quello dell’azione politica dei nostri sindaci d’assalto.

Credo che a questo punto, magari su iniziativa del comune di Carbonia, si potrebbe promuovere una riunione di tutti i sindaci del territorio al fine di stabilire se esiste la volontà di portare avanti nei prossimi anni un confronto costruttivo, responsabile, istituzionale con la Direzione della ASL 7 sul futuro della sanità nel Sulcis.

 Peppino LaRosa Coordinatore riformatori sardi Carbonia

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