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Lettera in
Redazione di Felicina Cossu
Gazzetta del Sulcis
Iglesiente N° 510 del
18 Novembre 2010
Caro
Direttore,
Le
chiedo cortesemente un attimo del Suo prezioso tempo, vedrò di essere
breve.
Mi
chiamo Felicina Cossu, sono una ex cittadina di Carbonia, luogo da cui
manco circa quarant’anni. Di questa cittadina, comunque, porto i segni,
visto che mi ha dato i natali e mi ha visto crescere per 17 anni. Oggi,
avendo in mano “materiale prezioso”, ho scritto un libro.
Libro
che racconta di un uomo (mio padre) vissuto 95 anni ed a cavallo di due
secoli. Egli nel sottosuolo della miniera di Serbariu ha lasciato 23
anni della sua vita attiva, oltre la salute e la gioventù.
In cambio ne ha avuto certamente aspetti positivi del viver quotidiano,
anche se a caro prezzo.
In
questo libro che di lui racconta, c’è lo spaccato del vivere abituale di
due comunità: quella sulcitana e quella gallurese (che gli aveva dato le
origini), che hanno nel loro agire ottiche e reazioni differenti,
proprio per il loro diverso percorso storico.
Ci sono tante notizie che raccontano, si, fatti e situazioni oggettive e
relative, ma con in più la valenza del sentimento; perché il vissuto,
per quanto “tecnico” possa essere, non si può disgiungere
dall’emotività.
In questo mio scritto, l’aspetto maggiore che emerge, non è, insomma,
solo la miniera elargitrice di lavoro, inglobata e quasi “asettizzata”
da rendimenti, gestioni, cambi di mano, momenti di ricerca scientifica o
fallimenti vari; soprattutto è invece l’uomo, protagonista, le migliaia
di operatori che (a vario titolo) attorno a quella realtà ruotavano come
attori molto importanti in un insieme complesso problematico e
variegato.
Questo libro lo vorrei destinare alle scuole, perché ritengo ci siano
molti spunti per approfondire cambiamenti e stravolgimenti succedutisi
(nel sociale e nel privato) durante il XX secolo ed in questo primo
decennio del XXI, utili al percorso formativo dei ragazzi.
A questo punto, però, il libro andrebbe… pubblicato! E prima ci vorrebbe
anche la presentazione!
Ho
pensato per questa, a Lei, che ritengo persona adeguata per competenza e
ruolo.
Se potesse essere così gentile da accordarmi questa cortesia ne sarei
contentissima. Allora, se Lei potesse, perciò, darmi udienza da qui a
fine anno o anche più in là, o semplicemente quando Le sta bene! La
ringrazio e fiduciosa nell’ attesa di una sua risposta, cordialmente La
saluto.
In fede: Felicina Cossu
Cara Felicina
Sarò onorato di quanto mi chiedi.
L’appuntamento potrà concordarsi a breve. Saluti di cuore. (m.c.)
