Gazzetta del Sulcis Iglesiente - Settimanale della Provicia Carbonia Iglesias  
  
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Lettere al giornale

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Lettere

Lettera in Redazione Appello di un imprenditore

Gazzetta del Sulcis Iglesiente del 05 Agosto 2010

Con questa lettera voglio esprimere tutto il mio rammarico per quanto sta accadendo nell’ambito lavorativo. Parto da lontano per spiegare come è nata la San Lorenzo Produzioni, Società Cooperativa Sociale, e l’importanza di questa realtà.
E’ un azienda costola della San Lorenzo Soc. Coop. Sociale la quale da un decennio si occupa soprattutto di sociale e quindi inserimento di lavoratori svantaggiati, è attiva per i problemi della povertà. Ma la San Lorenzo Produzioni ha sempre avuto quello spirito imprenditoriale che la distingue, infatti ha sempre portato avanti le sue attività produttive, conosciute nel territorio per le sue produzioni di falegnameria, alluminio, carpenteria, giardinaggio.

Il sottoscritto da responsabile nella San Lorenzo dei settori produttivi, porta avanti il progetto del presidente Giuseppe Madeddu e cioè quello di creare una nuova Cooperativa, obbiettivo quello di responsabilizzare ancora di più le persone attori di questa realtà. Quindi nel 2008 nasce la San Lorenzo Produzioni, di cui il sottoscritto ne è presidente.
E’ un lavoro che mi entusiasma e che svolgo ogni giorno lavorando con la mente su nuove iniziative che possono far crescere la Cooperativa con l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro, infatti già ci stiamo muovendo su un nuovo settore quello delle gestioni immobiliari, soprattutto nel campo del turismo, vera risorsa per l’Italia intera e che secondo me può produrre quanto produce la Cina in altri settori dove non possiamo competere, io vedo la Sardegna ma anche l’Italia intera come un'unica località turistica da presentare al mondo intero. Il problema è che il sottoscritto, ultimamente invece di pensare a recuperare i crediti per il 90% del tempo ( da considerare che per tempo lavorativo s’intende dalle 06:00 del mattino alle 20:00-21:00 della sera sottraendo tempo anche a mia figlia, che cresce e non potrà dire che il padre era presente).

E’ di qualche giorno, la notizia ricevuta dal Comune di Iglesias, su una fattura di euro 70.000,00 circa, bloccata in ragioneria per via del patto di stabilità. Il dirigente della ragioneria con molta disponibilità e gentilezza, ( e questa è una nota positiva), mi ha ospitato nel suo ufficio e ha spiegato il problema del patto di stabilità, di quanto stava facendo la regione Sarda verso il governo per sbloccare la situazione, non dandomi false illusioni di risoluzione del problema ma prospettandomi dei tempi di attesa che per sua esperienza potrebbero verificarsi, cosa che io ho preferito a false illusioni, così da potermi programmare nel limite del possibile il tempo di attesa, che potrebbe portarci addirittura a ricevere i pagamenti a Settembre, se non verranno trovate soluzioni alternative da Stato e Regione.. Risultato? Su un lavoro eseguito c/o il Teatro di Iglesias, con lavori ultimati a fine Aprile e una fattura emessa a fine Maggio per via dei tempi burocratici, dopo aver seguito personalmente la fattura da fine Maggio ad oggi nei vari uffici del Comune, mi trovo con la stessa in ragioneria e un pagamento che forse riceverò a Settembre, trovandomi con fornitori da pagare ( senza contare quelli già pagati e anticipati rispetto al pagamento), stipendi da pagare e oneri per contributi su salari che invece sono inderogabili. Inoltre sommando a questo il fatto che la Cooperativa lavora per il 90% con imprese edili che si trovano nella stessa condizione per via di lavori pubblici, la situazione si prospetta ancora più critica.

La cosa che più mi rammarica è che la Cooperativa nel periodo di crisi iniziato nel 2008 non ha fatto altro che crescere, fatturato 2009+ euro 400.000,00 rispetto al 2008 e due assunzioni. Ora un imprenditore giovane (ho 31 anni) che scalpita dalla voglia di creare lavoro, non potrà fare altro che guardare alla realtà dei fatti, e prima di essere avvolto dal vortice dei debiti per sopperire ai mancati pagamenti dovrà spiegare ai dipendenti il problema, e chiudere l’azienda. La cosa che più mi brucia è la motivazione , cioè mancanza di liquidità per via dei crediti non ricevuti, e non per la mancanza di lavoro che anzi aumenta considerando anche nuove prospettive di cui parlavo prima, soprattutto per ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni che prima di tutti dovrebbero invece dare un buon esempio alla popolazione, e la risoluzione non è chiedere liquidità alla banca, perché i soldi vanno pagati e il risultato economico della commessa andrebbe in passivo, quindi creando inevitabilmente debiti.

In ragione di quanto detto, che futuro ci aspetta per noi giovani imprenditori e che futuro ha l’Italia se nessuno risolverà questo problema del patto di stabilità e della tempistica dei pagamenti delle amministrazioni pubbliche? Tanti come me avranno buone idee di sviluppo del proprio territorio in Italia che porterebbero lavoro e benessere nel nostro paese, ma senza un aiuto a risolvere questi problemi e non dando opportunità a noi che abbiamo buone intenzioni, ma poche risorse finanziarie, avremmo il destino già segnato, perché è vero che esistono tante forme di finanziamento e incentivi, ma sono solo per alcuni, e basta fare un giro nella nostra zona industriale per capire che sono “quegli alcuni” che grazie al loro giro di affari ha ricevuto, ha costruito, ha ritirato i finanziamenti è sparito e ha lasciato solo debiti e neanche un posto di lavoro, e la nostra azienda che nel periodo di crisi ha creato posti di lavoro vede dei capannoni vuoti che può vedere solo in cartolina, e siamo costretti a lavorare con le diverse attività sparse nel territorio in vari stabili perché non ci possiamo permettere un capannone unico.

In attesa di una risposta, che tutti aspettiamo, imprese edili, artigiani, professionisti, sperando di poterla avere da imprenditori e non da disoccupati, colgo l’occasione per augurare a tutti buon lavoro, e ringrazio anticipatamente.

Il Presidente Locci Michele

 

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