Gazzetta del Sulcis Iglesiente - Settimanale della Provicia Carbonia Iglesias  
  
   > Home

 

   > Sommario

 

   > Lettere

 

   > Abbonamenti

 

   > Archivi

 

   > Ricerche

 

   > Prime Pagine

 

   > Ed. Librarie

 

   > Inserzionisti

 

   > Contatti

  

  

  

  

  

  

  

  

  

Lettere al giornale

Scrivete mandando una e-mail a redazione@gazzettadelsulcis.it

Lettere

Lettera in Redazione di un lavoratore ex Ila

Gazzetta del Sulcis Iglesiente del 18 Marzo 2010

Qualcosa si muove nella ex Ila-ex OtefalSail? Disperazione tra i lavoratori rimasti soli

Alcune posizioni sono contrastanti: da una parte si intravedono spiragli positivi in quanto ci si appresta a definire un comitato di tecnici interni allo stabilimento di laminati di alluminio che dovranno stabilire lo stato dell’arte, ovvero le risorse utili per riprendere l’attività lavorativa sia economica che professionale e comunque, pare sia un passo in avanti! Dall’altra la preoccupazione, che purtroppo è realtà, di 180 persone in cassa integrazione e altre 50 unità lavorative delle preziose ditte d’appalto, che oltre le solite parole vivono con sofferenza morale ed economica questa lunga e sfiancante attesa.

Essere un cassaintegrato è una grande cosa … per chi è senza stipendio alcuno e mai nessuno dovrebbe esserlo! Ma essere un cassaintegrato per un tempo non definito è semplicemente pauroso. Il non vedere oltre, inquieta e pone interrogativi continui. Tante infatti sono le domande che ci si pongono: come andrò avanti? Come farò a conservare lo spirito giusto verso i miei cari? Come farò a non far mancare il necessario alla mia famiglia? Cosa risponderò ai miei figli quando mi chiederanno che vorranno continuare gli studi? Come controllerò il mio stato d’animo per l’edificazione mia e del prossimo? Cosa farò domani e come andrò avanti? Queste e tante altre sono le sensazione che vivono gli ormai ex-lavoratori Ila / OtefalSail e tutti gli altri del territorio, della Sardegna intera, ma si potrebbe dire di tutti quelli che non godono di una occupazione stabile e duratura.

Valutare lo stato dell’arte della fabbrica di laminati di alluminio sembrerebbe un primo passo utile per riprendere l’attività lavorativa della ex Ila – ex OtefalSail e, senza pretese, possono essere fatte  alcune considerazioni, naturalmente opinabili e senza offesa per alcuno.

Sulla base di queste valutazioni, a monte ci vorrebbe una richiesta formale e dunque pubblica da parte di chi è interessato alla fabbrica di laminati. A chi interessa? Ci sono richieste?

La curatela fallimentare, capeggiata dall’ormai asso pigliatutto dott. De Salvi, via privilegiata dell’irraggiungibile giudice Tamponi, nulla fa emergere, perché evidentemente il nulla è alle porte!? Ma allora cosa è, e cosa sarà mai questo movimento?

Ci vorrebbe la Sfirs, per conto della Regione, che si decidesse una volta per tutte a togliere dalle mani dei curatori fallimentari la fabbrica, che per quanto esperti di fallimenti non hanno esperienze di gestione di personale e si appoggiano a consulenti, a spese del fallimento e delle maestranze che ne pagano quindi le conseguenze.

Non è possibile che l’Assessore La Spisa si lavi le mani liquidando la cosa con “non ci sono imprenditori a cui interessi la fabbrica!” Il sempre meno credibile Assessore Giorgio La Spisa dovrebbe cercare, sudare il suo colletto bianco e andare a caccia di nuovi imprenditori, come ha fatto in altre circostanze, perchè i contribuenti gli assicurano l’appannaggio anche per questo, non solo per fare il figo e il sapientone, quando poi non trova soluzioni per casi come ex Ila. Non trova soluzioni?…Si dedichi a fare altro, cui magari è più portato!

Non è possibile che il Governatore Cappellacci mandi sempre il suo collaboratore a tenere i contatti con i lavoratori, ma che nulla si concluda.

E i sindacati che fanno? Finita la camomilla da somministrare con fiammelle e balle varie? Ai regionali interessa il Sulcis? Ma non dovrebbero rappresentare l’intera Sardegna con i soldoni degli operari?

E che dire dei politici del territorio? Ma è vero che interessano solo i numeri per poter essere rieletti?

Infine la Chiesa particolare, sempre vicina a parole e con la gradita e indispensabile preghiera, che ha aperto un conto corrente settimanalmente pubblicato nel settimanale della Diocesi di Iglesias per venire incontro ai lavoratori del territorio… a distanza di circa un anno, oltre al numero di c.c. si potranno conoscere le entrate, gli interventi effettuati e quelli futuri (in base alle entrate)?

Pace e bene per tutti, dicevano i nostri santi; e cogliendo la certezza di S.Ignazio, ci rimettiamo alla benevolenza del Signore con la bisaccia della vita piena del necessario per l’esistenza un pò più serena per tutti.

Un lavoratore ex Ila umiliato e confuso

 

Lettere

HomePage