Gazzetta del Sulcis Iglesiente - Settimanale della Provicia Carbonia Iglesias  
  
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Lettere al giornale

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Lettere

Lettera in Redazione di G.M.

Gazzetta del Sulcis Iglesiente del 18 Febbraio 2010

Caro Direttore

Innanzitutto debbo chiederti scusa perché, a prima lettura, non ho creduto a quanto affermavi col titolo “La diocesi di Iglesias sponsor del nucleare”. Da subito ho pensato: “questa volta, Massimo Carta, l’ha detta grossa!”. Poi, siccome non ho occasione di vedere il settimanale diocesano cui tu facevi riferimento, sono andata a casa di una zia, di quelle bigotte, e lì ho potuto constatare che quanto scritto sull’ormai affezionata“Gazzetta” non solo era vero, ma sei stato, al contrario di tante altre volte, molto contenuto nei tuoi giudizi. E non è da te. Poi, però, ho continuato a servirmi della zia per leggere qualche ripresa dell’argomento, fino al numero del 7 febbraio, in cui sono stati pubblicati alcuni autorevoli contributi a riguardo. Uno, addirittura, ha ricalcato il tuo giudizio, laddove ha affermato che “l’opuscolo allegato al giornale, che in modo truffaldino e superficiale, è entrato nella nostre case: truffaldino per come è stato confezionato il “prodotto energia”, apposta per essere accreditato a quelle persone di area cattolica alle quali basta leggere il nome del Papa all’inizio e la copertina di chiusura dello stesso opuscolo per sentirsi rassicurate circa la veridicità e autenticità del contenuto”. Contro la Chiesa possibilista al nucleare si è schierato persino lo scienziato Nobel Carlo Rubbia. Basterebbe questo per sentirmi non più isolato sull’argomento, al di là dei pregiudizi verso il nucleare. Oggi, però, vorrei conoscere più diffusamente la tua tesi a riguardo. Con stima e apprezzamento per il lavoro che fai con “Gazzetta” ti auguro buon lavoro.

G.M. Iglesias

Caro Amico

Per quanti sforzi abbia compiuto non sono riuscito a identificarti tra le persone amiche o conoscenti. Però, sai, la memoria non è mai stata il mio forte, cui si aggiunge l’età. Circa invece la tua domanda provocatoria, voglio rispondere serenamente e senza alcun infingimento: ho condannato il modo in cui è stata tradita la buona fede degli abbonati al settimanale diocesano (non è la sola Diocesi ad aver fatto ciò). “In teoria, ebbi a scrivere a riguardo, tale orientamento potrebbe anche essere condiviso (quello di ritenere positiva la via del nucleare)”.

Ciò che è stato condannato è il metodo usato. Un altro po’ sembrava che il nucleare avesse avuto la benedizione del Santo Padre. Una posizione così forte non è mai stata usata a favore dell’utilizzo pulito del carbone Sulcis, contro lo scempio dell’ipotizzato progetto Galsi, neo colonizzatore della Sardegna. Eppure problemi importanti sulla scena locale ce ne sono in abbastanza.

Per quanto riguarda l’incauta campagna “pro nucleare” della Diocesi, mi sento di confermare che essa è stata un plateale passo falso, almeno nella forma. L’autorevolezza per tale materia non può venire dalle Gerarchie della Chiesa, ma dagli esperti “buoni cristiani” che aspettano di capire lo spazio loro riservato dal “Vaticano II” per lavorare allo stesso, sia pure con impegni differenti.

Massimo Carta

 

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