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Lettera al Direttore di AdG
Gazzetta del Sulcis
Iglesiente del
14 Gennaio 2010
Gentile Direttore,
che fine
farà la vicenda Alcoa che aveva colpito tutta l’opinione pubblica
italiana per qualche giorno lo scorso Novembre?
Chi non ha
il remoto, ma chiaro ricordo di quel video inquietante di due
sequestratori incappucciati che su internet dichiaravano i manager dello
stabilimento di Portovesme e lo stabilimento stesso sotto sequestro in
quel difficile 20 novembre? Lo sconcerto di quei momenti per chi li ha
vissuti rimane come una cicatrice che sebbene chiusa lascia nella
memoria la sospensione vissuta in quelle ore. Dopo quei momenti Governo
, Alcoa e Sindacati hanno lavorato alacremente per raggiungere un
accordo e sulla base del documento firmato al Ministero dello Sviluppo
Economico il 10 dicembre scorso, dopo il primo incontro del 21 dicembre,
il 7 gennaio a Roma si dirimerà tutta la questione. Proprio per
quell’incontro spero che tutte le parti arriveranno preparate, perché il
contributo di ognuno nel saper gestire adeguatamente quest’ultimo e
definitivo passaggio formale è indispensabile e fondamentale per la
gente del Sulcis- Iglesiente, l’industria in Sardegna, la dignità del
lavoro, la ricchezza di questa terra , ma anche la serietà di Alcoa e
del Governo.
Quindi nel
clima di inizio anno l’espressione di un augurio dedicato per ognuno
vuole essere da sprone perché da ogni parte scendano in campo
professionalità e competenza per dare risposte e avviare processi
concreti, non solo volitivi, immediatamente attuabili. Ai lavoratori
auguro di credere in un futuro migliore in azienda grazie al quotidiano
contributo di ciascuno, loro in primis: serve la consapevolezza di
essere in grado di fare la differenza e di incidere nel processo
produttivo per agire e per costruire un ambiente di lavoro migliore. Nel
contesto generale serve essere più vigili sull’operato del sindacato:
non si può essere marionette e dare deleghe in bianco. Con i tempi che
corrono serve verificare i contenuti e le modalità dei passaggi
strategici attraverso percorsi di vera partecipazione. Ai sindacati
desidero augurare di trovare finalmente dei nuovi modi di operare. Le
modalità degli anni Ottanta e Novanta sono vecchie. La logica del
ricatto ‘non ci muoviamo se non riceviamo’ toglie la motivazione anche
al più convinto imprenditore. Forse durante le trattative bisogna che
emergano delle proposte che siano veri contributi allo sviluppo e al
miglioramento dell’azienda. Fare saltare virtuosi processi di
riorganizzazione per velleitarie nostalgie di un passato lontano visto
poi il panorama mondiale, italiano, regionale per non aprire il
“capitolo Portovesme”, appare a chiunque, anche al più digiuno del
sistema-azienda, un’operazione da kamikaze. Arrivate all’incontro del 7
preparati a garantire che lo stabilimento in ogni caso non chiuda
definitivamente e affinché comunque ci siano delle ‘solide ancore’,
vincoli precisi, che definiscano programmi industriali chiari con
impegni scritti.
All’ALCOA
auguro innanzitutto di non dimenticare quanto scrive nel sito ufficiale
riguardo alla
sustainability,
un’ alta lezione, che vorrei leggere anche nelle righe del piano
industriale che presenterà per garantire la continuità e il rilancio
produttivo dei due siti ( Portovesme e Fusina). L’impegno coordinato a
livello europeo e mondiale sia l’occasione per mostrare la
professionalità di un’azienda che si definisce leader, che trova
soluzioni industriali e mette in campo un dinamismo proattivo nelle
relazioni interne ed esterne all’azienda affinché trovi le risorse per
far proseguire questo pezzo di industria italiana.
Al Ministro
dello Sviluppo Economico e al suo staff auguro di continuare in questo
lavoro indefesso per salvare i posti di tanti lavoratori e l’industria
in Sardegna . La bontà di processi e proposte non lasci spazi ad aspetti
tecnici non sufficientemente chiari soprattutto nei confronti
dell’Unione Europea.
Alla
Regione auguro di trovare il modo di lasciare le belle parole e mostrare
gli strumenti istituzionali e formali che ha usato per agire. Non
bastano le dichiarazioni e le interviste sui giornali e in tv: il popolo
sardo ha bisogno di un’istituzione forte, un consiglio regionale che non
lasci che l’industria in Sardegna muoia : in questo momento la grande
industria fa ancora da volano a quella piccola e media. Al
Sulcis-Iglesiente, alla gente di questa terra, auguro di essere di dura
cervice e di continuare a lottare in modo propositivo. Attraverso i
propri rappresentanti politici si lavori perché il territorio non si
impoverisca. … e all’informazione auguro di sentirsi anch’essa parte
attiva, ogni volta che sceglie di parlare di un caso, nel processo di
costruzione delle condizioni per la ripresa dell’economia e della
fiducia.
5.1.2010
A.
d. C.
