Gazzetta del Sulcis Iglesiente - Settimanale della Provicia Carbonia Iglesias  
  
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Lettere al giornale

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Lettere

Lettera in Redazione Un po' di buon senso e attese brevi nel Pronto Soccorso del Sirai di Carbonia

Gazzetta del Sulcis Iglesiente del 3 Dicembre 2009

Dal 10 di luglio ho spostato la residenza da Milano a Giba (fraz. Villarios). Domenica 21 settembre sono stato ricoverato con urgenza all’Ospedale SIRAI per un intervento necessario a risolvere le conseguenze di una ipertrofia prostatica benigna. Sono stati fatti tutti i possibili e necessari esami clinici. Sono stato costantemente informato delle terapie che mi sarebbero state praticate.

Sono stato costantemente informato di cosa mi sarebbe accaduto. Dell’intervento quasi non mi sono accorto. Ho ricevuto costante assistenza da tutti i medici e dal personale infermieristico. Gli inevitabili dolori sono stati ridotti al minimo. Domenica 28 settembre sono stato dimesso, sentendomi rinato.

Ieri, però, mia moglie Anna Carnaghi ha richiesto i servizi del Pronto Soccorso dell’Ospedale Sirai di Carbonia. su consiglio della Guardia Medica di Giba per sintomi che potevano far presumere un infarto oppure una formazione tumorale al seno. E’ stata registrata, come codice bianco, al Pronto Soccorso circa alle ore 9.00 ed è stata visitata per circa 10 minuti solo alle ore 18:50 senza l’utilizzo di alcuna ecografia o mammografia avendo il medico escluso “manualmente” ipotesi di minacciato infarto ed essendo non lui ma SOLO il chirurgo dell’Ospedale l’unico competente ad effettuare la lettura della ecografia, chirurgo non disponibile fino a mezzanotte.

Nelle 10 ore di attesa mia moglie ed io abbiamo potuto constatare le condizioni obiettive di erogazione delle prestazioni del Pronto Soccorso, dei rapporti fra medici, personale paramedico e pazienti, che prima di essere pazienti sono persone, cittadini italiani ai quali , secondo la Costituzione Italiana, dovrebbe essere riconosciuta la sovranità e non la sudditanza a qualsiasi prepotenza o maleducazione.

Non voglio nemmeno riferire la non riferibile ingiuria che un medico (donna) ha rivolto al Ministro Brunetta e che almeno 20 persone hanno sentito.

Per quello che ho visto queste sono le mie proposte:

1) potenziare l’organico dei medici poiché ho saputo che le attese di 10 ore sono la normalità e quindi se i medici e i paramedici lavorano come ci si aspetta, mancano medici e paramedici

2) fissare dei criteri meno soggettivi per la determinazione dei colori dei codici

3) fatta salva la priorità fra i vari colori, fissare la durata massima delle attese per ogni codice di colore, noi cittadini, che non siamo inquisiti, vogliamo l’ATTESA BREVE

4) mettere in atto un sistema di comunicazione fra il Pronto Soccorso e i familiari (dei pazienti) in trepida attesa del tipo di quello che esiste negli uffici anagrafici e dei servizi di molte amministrazioni: tabellone indicante il medico erogante il servizio, il codice paziente / persona in servizio, il codice del prossimo paziente / persona in lista)

5) garantire che gli strumenti diagnostici, gli accessori, le sedie, i lettini, i computer e tutti gli altri dispositivi necessari al Pronto Soccorso e ai pazienti / persone siano adeguati nel numero e siano funzionanti

6) i medici del Pronto Soccorso dovrebbero essere addestrati ed abilitati ad utilizzare tutti gli strumenti diagnostici atti far decidere al medico del Pronto Soccorso l’iter futuro del paziente/persona

7) le persone nel Pronto Soccorso sono in condizioni fisiche e psichiche debilitate, dovrebbero essere rassicurate ed assistite, almeno con un goccio d’acqua e con qualche parola di conforto

8) isolare in stanze separate i pazienti / persone in attesa con evidenti sintomi di influenza in corso

9) obbligare i medici e il personale paramedico di rendere ben visibile sul camice la loro qualifica professionale, il loro cognome e nome

10) impedire ai medici e al personale paramedico di usare il tu verso pazienti / persone non loro amici o parenti: l’essere anziano, umile, dimesso, incolto, ecc. non autorizza una confidenza che si confonde con il disprezzo

11) rendere possibile al paziente / persona di esprimere il suo parere di gradimento al termine del servizio di pronto soccorso (mettiamoci la faccia) Potrei continuare con molti altri suggerimenti di buon senso e tutti economici.

Cordiali saluti

Roberto Bello via Porto Pino 11, 09010 Giba fraz. Villarios 3389523599

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