Gazzetta del Sulcis Iglesiente - Settimanale della Provicia Carbonia Iglesias  
  
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Lettere

Lettera in Redazione - I consuntivi si fanno alla fine di Pierluigi Carta

Gazzetta del Sulcis Iglesiente del 8 Ottobre 2009

Se per i cittadini valessero qualcosa le cicliche esternazioni dei riformatori, la tanto compianta maggioranza sarebbe ancora al governo della Città. Dei loro cinque anni gli iglesienti ricordano solo alcune vicende poco edificanti in ambito tributario e giudiziario, le bocciature del CORECO (Del.180), del TAR (piano di zona Serra Perdosa), le diffide della Prefettura (convocazione Consigli Comunali) e la condanna della Corte dei Conti (consulenze esterne). Nessuna delibera pubblicata nel sito del comune, atti negati persino al presidente della commissione finanze. Di opere pubbliche non c’è memoria, fatta eccezione per la breve primavera in cui sbocciarono le rotonde.

Erano amministratori evidentemente troppo distratti per fare programmazione: in quegli anni spuntarono come funghi bowling in aperta campagna, ecomostri in deroga nella scogliera di Nebida, poi sequestrati dalla magistratura, supermercati in deroga nel viale Villa di Chiesa che rovinarono, oltre che tanti piccoli commercianti, anche il decoro e la funzionalità dell’ingresso storico di Iglesias. Ipermercati in deroga che intasarono irrimediabilmente il polo scolastico e la viabilità di Funtana Marzu, Edilizia agevolata che si trasformò magicamente in alberghi, caserme dei Carabinieri che mutarono d’incanto in Supermercati. Si potrebbe continuare ancora ma sarebbe davvero come sparare sulla Croce Rossa. La giunta Carta, invece, non ha avuto nessun atto bocciato né annullato né esiste alcun contenzioso con la Corte dei Conti la quale, semplicemente, chiede di conoscere ogni dettaglio della gestione finanziaria degli enti locali. La programmazione dell’ amministrazione Carta ha prodotto, insieme alle associazioni culturali, sindacali e di categoria, il primo piano strategico nella storia di Iglesias e già a leggerlo oggi, dopo tre anni dal suo varo, ci sono decine di obiettivi già raggiunti: dall’istituzione della ZTL al Centro Commerciale Naturale, dalla demolizione della pretura alla riqualificazione urbana che prosegue senza sosta. Notteggiando rappresenta una delle icone di questo cambiamento che vede i cittadini per la prima volta protagonisti.

Siamo una delle diciotto Zone Franche Urbane d’Italia e tra le sette Città Regie, quella che ha conosciuto, in termini percentuali, la riqualificazione e rivitalizzazione turistica più consistente anche mediante un investimento nella cultura e nell’identità senza precedenti. Nulla a che vedere con il periodo in cui Iglesias aveva un assessore regionale al Turismo e al Commercio (e di cui nessuno ha più memoria). In questi anni si è riqualificato sia il bilancio che la pianta organica e si sta concludendo la stabilizzazione di tutti i LSU. Il bilancio di oggi, che ha numeri ben diversi da quelli denunciati, è ripulito dalla maggior parte dei residui ed è puntuale nelle approvazioni per la prima volta nella storia del consiglio comunale di Iglesias.

Le assunzioni sono avvenute tramite concorsi pubblici mentre sono stati congedati i plotoni di consulenti che gravavano sulle casse comunali. Demolito lo scandaloso centro sociale di Serra Perdosa (con il suo micidiale carico d’amianto) si sono restituiti alla città decine di luoghi pubblici prima abbandonati: dal parco delle rimembranze al Belvedere di Nebida, da Monteponi alle fortificazione medievali, dalla pineta di Bindua al parco del tribunale e altri ancora.

Ora sono ripuliti e presidiati da attività di micro impresa. Sono completati o in corso di completamento decine di cantieri di cui daremo conto direttamente alla Città. Tanto si è fatto e tanto si farà ancora. Si sarebbe fatto meglio se l’attuale coesione della maggioranza ci fosse stata fin dall’inizio del mandato ma ancora di più si sarebbe potuto vedere se la nuova maggioranza in Regione non fosse attiva solo per la spartizione delle poltrone e non avesse invece bloccato la zona artigianale di Campo Pisano, il Master Plan di Monteponi, il piano delle riqualificazione delle Casermette, le Bonifiche Ambientali e il Parco Geominerario (che ancora è commissariato nonostante  l’avvenuta nomina dei componenti del Consiglio Direttivo da parte dei Sindaci). E’ anche inevitabile che la maggior parte dei fondi POR siano stati acquisiti dall’amministrazione precedente: erano le risorse 2000- 2006 e quando sono stati banditi c’erano loro al governo della Città.

L’amministrazione Carta non solo non li ha bloccati ma li ha trasformati in opere pubbliche evitando di restituirli dopo 10 anni di inutilizzo come è successo alle giunte precedenti, per esempio, con gli ottocento milioni di “Italia 90” (con i quali avrebbero dovuto mettere a norma il Campo Sportivo Monteponi) o con i finanziamenti ottenuti per la sistemazione esterna della Grotta di Santa Barbara. Ora che non c’è più l’obiettivo 1 tutto è più difficile per la Sardegna, vista la grave crisi in cui si dibatte l’economia mondiale. Non abbiamo ottenuto fondi POR 2007-2012 solo perché non sono stati ancora banditi (e siamo quasi nel 2010) ma probabilmente il governatore targato Arcore li stà conservando, non si sa mai che servano in qualche altra parte d’Italia come ha fatto con i fondi FAS, con quelli del G8, con quelli delle bonifiche e con quelli della Sassari Olbia, dove ci sono stati altri quattro morti solo negli ultimi due giorni. La Città assiste, ormai senza stupore, alle spudorate piroette politiche di chi viene regolarmente bocciato alle urne e poi consolato con una poltroncina in qualche ben pagato consiglio d’amministrazione.

Fino a pochi giorni fa gridavano allo scandalo per lo spostamento dei reparti del Crobu al CTO e ora sono favorevoli alla chiusura dei due ospedali urbani per farne uno a dieci chilometri di distanza, in aperta campagna. Si sono strappati i riccioli quando si paventava la chiusura di Scienze dei Materiali a Monteponi ma non hanno fiatato quando, con il loro governo regionale è stata chiusa davvero. Non hanno avuto il tempo di mettere neanche un centesimo in più in finanziaria per l’Università di Monteponi ma sono stati velocissimi nel togliere la tassa sul lusso a quei poveri milionari che attraccano con uno Yacht nei porti sardi. Sono queste le cose che fanno dire alla gente che la politica non è una cosa seria ma che, grazie all’intelligenza dei cittadini, porterà all’ennesima bocciatura di chi, per dirla con le parole di De Andrè “dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio”.

 

Pierluigi Carta

Sindaco di Iglesias

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