Gazzetta del Sulcis Iglesiente - Settimanale della Provicia Carbonia Iglesias  
  
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Lettere al giornale

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Lettere

Lettera in Redazione del Sindaco di Guspini Francesco Marras

Gazzetta del Sulcis Iglesiente del 30 Aprile 2009

Sento la necessità e il dovere di rappresentare una situazione che con l’andare del tempo sta diventando sempre più incresciosa e moralmente inaccettabile. Il Comune deve gestire procedure in modo corretto, nel rispetto delle leggi e rispondere all’esigenza di consentire il lavoro dei propri dipendenti in totale serenità e rigore, senza condizionamenti e pressioni. Mi riferisco alla vicenda che vede come protagonista il consigliere comunale di minoranza Ruggeri Roberto, fino al 2005 tra i progettisti più gratificati in termini di affidamento di incarichi, per diverse centinaia di migliaia di euro, in pochi anni. Oggi impegnato nella doppia veste di oppositore dai banchi del consiglio comunale e ancora più battagliero nei panni di professionista impegnato nel rivendicare soldi per parcelle di incarichi del passato, che gli uffici del Comune, continuano a ritenere“esorbitanti e incongrue”.

Richieste che l’ing. Ruggeri continua con ostinazione a rivendicare dal marzo 2005 e che gli uffici e i vari direttori dell’area tecnica, che si sono avvicendati, hanno sempre respinto. Questa storia si sta trascinando da troppo tempo perché rimanga chiusa all’interno del Palazzo ed è giusto che in virtù del principio della trasparenza e della chiarezza, i cittadini conoscano questi fatti. Su questa vicenda sono già aperti due procedimenti giudiziari, promossi dall’ ing. Ruggeri. Uno dall’ ottobre 2005, contro il sottoscritto, con l’accusa di diffamazione, per aver denunciato questi fatti durante una discussione in una seduta del consiglio comunale. L’altro più recente, contro l’Amministrazione Comunale, per l’ottenimento delle spettanze per la redazione del progetto. Per essere più chiari faccio un breve resoconto. Nel 2003 all’Ing. Ruggeri, in associazione con un altro progettista, il Comune affidò un incarico per la redazione del progetto per il completamento dell’urbanizzazione del PIP. Un finanziamento ottenuto dal Ministero per le Attività Produttive attraverso la Regione per un importo complessivo di 1.336.900 euro, di cui 94.655 euro di compenso ai progettisti. Il progetto doveva essere consegnato al Comune entro la data stabilita dalla convenzione, per poi avviare immediatamente i lavori. I tempi invece si allungarono notevolmente e nonostante le continue sollecitazioni del Comune, il progetto non arrivava mai a destinazione.

Di fronte a questa cronica inerzia, il direttore d’area Geom. Bruno Serpi, l’8 marzo 2005 scrisse all’ing. Ruggeri: “vi contesto la mancata osservanza dei termini di consegna del progetto commissionatovi, di cui alla convenzione del 28.10.2003, poiché il ritardo può comportare la decadenza del finanziamento. Vi comunico che questa eventualità comporterà il mancato pagamento di qualsiasi prestazione”. Il giorno dopo, il 9 marzo 2005, l’Ing. Ruggeri consegnò, in tutta fretta, il progetto al protocollo del Comune.

Ma ormai il finanziamento era stato già perso. Infatti nelle settimane successive, la Regione comunicò al Comune; “il provvedimento del finanziamento di 1.336.900 euro è stato revocato in quanto i lavori relativi sarebbero dovuti essere appaltati entro il 31.12.2004”. Nella lettera di accompagnamento al progetto protocollato al Comune dall’Ing. Ruggeri il 9 marzo 2005, dichiarò, di aver portato spontaneamente il progetto al Comune e non su sollecitazione della nota consegnatagli la mattina stessa del 9 marzo 2005: “sono venuto ha conoscenza della nota alle ore 13.30, cioè dopo aver depositato il progetto in Comune”.

Gli uffici hanno calcolato il ritardo di consegna del lavoro, sulla base del contratto, in 274 giorni, così suddivisi:

Dal 29/11/2003 al 03/05/2004: 156 giorni, a questo va aggiunto il ritardo a seguito della variante prevista successivamente.

Dall’11/11/2004 al 09/03/2005: 118 giorni.

Visto l’esito infausto, con la perdita di un finanziamento cosi consistente, a causa dei ritardi prodotti, ci saremmo aspettati dall’Ing. Ruggeri un comportamento più responsabile. Invece due settimane dopo la consegna del progetto, il 25 marzo 2005, a finanziamento ormai perso e quindi non più liquidabile, recapitò al Comune una nota perentoria, con cui “si esigeva il pagamento di tutte le spettanze”.

Il sottoscritto e l’intera Giunta Comunale hanno dovuto fare un lavoro durissimo, durato mesi, per riuscire ad ottenere dalla Regione un altro finanziamento per realizzare il completamento del PIP. Un risultato ottenuto grazie a un provvedimento straordinario della Giunta Regionale, delibera G.R. n° 44/1 del 20/09/2005,attraverso i fondi statali dell’Accordo di Programma Quadro (APQ).

A quel punto, considerato che il Comune usò il progetto presentato dall’Ing. Ruggeri per l’esecuzione delle opere nel PIP, il professionista presentò al Comune la fattura del progetto. Ma così come già annunciato, il professionista pretese un corrispettivo di gran lunga superiore a quello previsto dalla convenzione, esigendo oneri per lavori contestati ripetutamente dagli uffici:

- “Non esistono in quanto non prodotti, e pertanto non approvati, progetti preliminari e definitivi di opere da Lei enunciate e pertanto non onorabili in termini di corrispettivo” (Direttore d’Area Geometra Bruno Serpi, 18 giugno 2007).

- “Facendo seguito alle continue richieste formali e no, da parte del professionista Ing. Roberto Ruggeri, si ribadiscono le motivazioni che sono alla base del mancato adempimento e del ritardo di tre anni e mezzo della relativa liquidazione. Infatti i quadri economici degli onorari calcolati dal professionista e le relative parcelle emesse sono, come già ribadito più volte, di un importo eccessivo rispetto alle prestazioni effettuate e risultano difformi anche rispetto all’adempimento delle prescrizioni contrattuali” (Direttore d’Area Dott.ssa Mariangela Porru, 17/11/2008).

Ma oltre alla questione importo da corrispondere, vi è un’altra vicenda che qualifica ulteriormente il professionista. L’ing. Ruggeri rivendica l’intero importo degli onorari, tant’è che le fatture da lui inviate riguardano l’intero compenso, nonostante l’incarico non fù assegnato al solo Ing. Ruggeri, ma a un’associazione temporanea di professionisti (ATP), di cui fa parte anche un altro ingegnere redattore del progetto, pur figurando l’ing. Ruggeri nel ruolo di coordinatore. In questi casi vanno emesse due parcelle distinte, una per ciascun professionista, in quanto ognuno ha una sua specifica partita IVA, mentre l’ATP non ha una fisionomia giuridica fiscale propria. Anche su questo punto, a più riprese, gli uffici hanno chiesto all’ing. Ruggeri di chiarire la percentuale degli onorari spettante a ciascuno dei professionisti:

Occorre che venga esplicitato in maniera chiara, che la S.V. agisce come ATP, formatosi appositamente per l’incarico, onde consentire all’Amministrazione Comunale di avere un quadro anche nei rapporti con l’Ing. Porcu, altro professionista dell’ATP”(Direttore d’Area Geom. Bruno Serpi, 18/06/2007. “Le parcelle inviateci continuano a rappresentare l’importo complessivo come se si dovesse percepire individualmente l’intero importo della prestazione. Dal momento che l’incarico è stato conferito ad un ATP di cui fa parte anche un altro ingegnere, ci occorre chiarire quali sono le relative spettanze di entrambi” (Direttore d’Area Dott.ssa Mariangela Porru, 17/11/2008).

Di fronte a questa imbarazzante situazione, il Comune ha chiesto ad entrambi i professionisti di precisare le modalità di ripartizione del compenso. A questa sollecitazione l’Ing. Porcu ha risposto:

In riferimento ai lavori in oggetto, lo scrivente, componente dell’ATP formata assieme all’ing. Roberto Ruggeri, chiede che mi venga liquidato l’importo della parcella, nella misura del 50% dell’importo relativo alla progettazione esecutiva. Inoltre constatando che la convenzione non prevede modalità di liquidazione della parcella, chiedo che essa venga liquidata mediante accredito sul mio c/c bancario.

Anche l’Ing. Ruggeri ha risposto, ribadendo di pretendere a suo favore il 100% degli onorari. Anzi va oltre e attraverso il suo legale intima all’Amministrazione Comunale, attraverso una nota del 19 marzo 2009, che oltre alla parcella, già inviata pretende, “ulteriori 9.555,03 euro per la rivalutazione monetaria, oltre le spese di approvazione della parcella professionale, nonché le spese per oneri legali”. C’è da rimanere esterrefatti dal comportamento dell’Ing. Ruggeri, che oggi veste il doppio ruolo di ingegnere impegnato in un contenzioso con l’Amministrazione Comunale, nonostante i danni da lui prodotti, con la perdita del finanziamento per le sue gravi negligenze. Dall’altro nel ruolo di consigliere comunale poco attento ai problemi del nostro Paese, ma scrupoloso e integerrimo quando si tratta dei suoi affari, fino al punto da rivendicare anche l’ultimo centesimo per prestazioni professionali sempre contestate dagli uffici, in quanto ritenute incongrue e non dovute.

Che l’ing. Ruggeri non fosse riuscito a separare nettamente gli interessi privati da quelli pubblici, qualche segnale lo avevano già avuto, a partire dalla campagna elettorale per le comunali del 2005, quando il suo studio tecnico, divenne la sede ufficiale della lista e poi il luogo di riunioni del gruppo consiliare Guspini Futura, con tanto di manifesti elettorali all’ingresso a fianco della targa dello studio tecnico. Una scelta a dir poco sconveniente e fuori luogo, per chi aveva già ingaggiato un contenzioso monetario con il Comune. Una scelta stupefacente per chi si era candidato quale alfiere della moralizzazione. Siamo di fronte a una incresciosa situazione, in cui sta diventando sempre più eloquente e inopportuna l’incompatibilità tra il ruolo di consigliere comunale e quello di libero professionista, in cui emerge con sempre maggiore evidenza il conflitto tra gli interessi del Comune di Guspini e quelli personali del professionista stesso.

Constatato che ci troviamo di fronte a una situazione in totale contrasto con le prescrizioni espresse dal D.Lgs. 267/2000 art. 63, testo unico sull’ordinamento degli Enti Locali (motivi di incompatibilità), si chiedono le immediate dimissioni e l’avvio del procedimento per la decadenza dello status di consigliere comunale dell’ing. Ruggeri Roberto.

Il Sindaco di Guspini Francesco Marras

 

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