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Lettera in Redazione
Inondazioni e cultura del territorio
Gazzetta del Sulcis
Iglesiente del
30 Aprile 2009
Le
inondazioni e gli allagamenti dei giorni scorsi hanno evidenziato ancora
una volta la totale assenza di una “cultura del territorio”, intesa come
tutela dell’ambiente e salvaguardia del paesaggio e delle sue
peculiarità. La pioggia caduta nell’ultimo fine settimana ha soltanto
accentuato i danni che da troppi anni l’uomo sta causando all’ambiente
in cui vive; fatti che Italia Nostra da sempre denuncia: case costruite
sugli argini dei corsi d’acqua, gore interrate o manomesse, rii deviati
e ostruiti, colpevole assenza di manutenzione degli alvei e dei canali
di raccolta, acque meteoriche convogliate nelle pubbliche fognature etc…
Alla luce
di quanto accaduto non si comprendono i toni trionfalistici e la
soddisfazione espressa a più riprese dall’Amministrazione Comunale “per
i lavori di manutenzione dei maggiori corsi d’acqua che proprio in
questa occasione si sono rivelati indispensabili”. È vero piuttosto che
si sono verificati tanti danni proprio a causa dei lavori di
manutenzione non effettuati (sia nell’agro che in prossimità del centro
urbano) e degli interventi (non certo manutentivi, ma di forte impatto)
che hanno stravolto il territorio!
Constatiamo
infatti - anche in base alle testimonianze raccolte in questi giorni,
alla documentazione fotografica, alle riprese dall’alto trasmesse dai TG,
alle notizie di stampa - che i lavori in corso nei rii Maladroxa e s’Arriaxu
hanno di fatto contribuito ad accentuar i problemi causati dalle piogge.
Sono dovuti intervenire anche i mezzi meccanici per disostruire i rii
dai detriti creati proprio dai cantieri aperti e la grandissima quantità
di terriccio trasportato verso la sua foce dal rio s’Arriaxu ne è una
testimonianza.
I lavori
sul rio Maladroxa hanno invece favorito la nascita di un nuovo corso
d’acqua parallelo a quello imbrigliato dalle sponde artificiali.
Infatti, le acque provenienti dalle colline che delimitano l’ultima
parte della vallata, non essendo più raccolte dal rio Maladroxa – il
nuovo alveo “artificiale”, infatti, ha le sponde più alte del piano di
campagna! – hanno creato un nuovo percorso dilavando i campi circostanti
e isolando, come è successo domenica, le case che si trovano a su della
frazione di Sant’Antioco.
Italia
Nostra continua a denunciare la presunta illegittimità degli interventi
sui rii s’Arriaxu e Maladroxa in quanto privi di alcune fondamentali
autorizzazioni – risulta che non sono mai stati autorizzati dal Demanio
e non è mai stata avanzata la richiesta di assoggettabilità delle opere
alla Valutazione di Impatto Ambientale. L’auspicio è che il pericolo,
tutto sommato scampato dei giorni scorsi, possa servire a tutti,
amministratori e cittadini - ma soprattutto ai primi per le competenze
loro attribuite dalla legge – per una seria riflessione sulla gestione
del territorio in cui viviamo e sulla necessità di utilizzare i denari
pubblici per i veri bisogni della comunità e per mettere in sicurezza
luoghi che in assenza di regolari manutenzioni possono davvero
trasformarsi in occasione di reale pericolo. Come in tutti i casi in cui
si verificano eventi eccezionali la parola d’ordine è “prevenzione”:
solo così si può far fronte a “calamità” che troppo spesso vengono
definite, impropriamente e opportunisticamente, come “naturali”.
Per questo
solleciteremo l’intervento della Corte dei Conti, alla quale alcuni mesi
fa abbiamo già presentato un esposto.
Graziano Bullegas Italia Nostra Sant’Antioco
