Gazzetta del Sulcis Iglesiente - Settimanale della Provicia Carbonia Iglesias  
  
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Lettere al giornale

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Lettere

Lettera in Redazione di Roberto Longu

Gazzetta del Sulcis Iglesiente del 23 Aprile 2009

 

Egregio Signor Presidente, Silvio Berlusconi,

Lei è a conoscenza che il Sulcis Iglesiente vive un disastro economico di enormi dimensioni. Aziende come Alcoa, Eurallumina, Portovesme srl, sono al collasso e si portano dietro tutto l’indotto. Il Sulcis Iglesiente è diventato la fabbrica della disoccupazione che oramai si attesta al 40% reale. Cifra da paura, disastrosa, terrificante e umiliante per la nostra gente.

In tutto questo abbiamo sentito ed apprezzato il Suo impegno, la marcia dei Sindaci del Sulcis, il presidio a Roma davanti a Palazzo Chigi, le fiaccolate, gli incontri con il Ministro dell’ Ambiente Stefania Prestigiacomo, i sindacati che fanno quadrato per la salvaguardia del posto di lavoro, lo show del fazioso Santoro. Lo sciopero generale del 13 Marzo. E’ stato molto bello vedere l’impegno profuso e la solidarietà mostrata da tutto il territorio e da tutte le attività produttive.

Ma in tutto questo noi vediamo una nota stonata, anzi la solita storia, solo il mantenimento del posto del lavoro in un settore che ormai sta morendo o forse è già morto. Non abbiamo sentito un’idea nuova, una strategia che parli di riconversione del territorio, un progetto per un futuro alternativo e migliore.

Noi vediamo il territorio convertito al turismo in tutte le sue forme, perché non si possono continuare a buttare via soldi in progetti che non si realizzeranno mai o su attività destinate a morire o già morte. Vogliamo che per dare lavoro alla nostra gente si parli di grandi progetti legati al turismo.

Per bonificare il territorio di Portoscuso e riqualificarlo c’è lavoro per almeno 10 anni, per poi destinarlo ad attività turistiche salvando l’ambiente e i posti di lavoro, legando il territorio alle nostre vocazioni e alla nostra arte. Abbiamo pensato e studiato l’importanza strategica del porto commerciale di Sant’Antioco. Oggi è praticamente inutilizzato, qualche viaggio di sale, qualche sbarco militare e poco altro. Eppure il Golfo di Palmas è uno degli approdi più sicuri e grandi del Mediterraneo.

Già nel VIII secolo A.C. la città di Sant’Antioco ed i Fenici primeggiavano ed ebbero la loro incredibile fortuna grazie al suo porto. Questo è un settore strategico dove investire per il nostro futuro. Un grande porto turistico nel Golfo di Palmas dove ormeggiare gli yacth, far attraccare le navi da crociera con tutto l’indotto che si creerebbe.

C’è la fila per comprare yacht e grandi barche a motore, l’industria del mare non conosce crisi e si allarga sempre di più, ma non riesce a trovare casa, mancano i posti barca. In Italia vengono prodotte le barche più belle del mondo, ma per la mancanza di ormeggi non rimangono anche quando a comprarle sono gli italiani. Eppure l’80% di queste barche nella loro vita navigano nel Mediterraneo. Oggi la maggior parte di queste barche di lusso, non trovando porti sardi o italiani gettano l’ancora in paesi più attrezzati come Francia, Croazia, e Spagna. Questo è quanto dice il Rapporto sul Turismo Nautico del 2008, diffuso dall’Osservatorio Nautico Nazionale.

Per noi questa è una grande perdita, uno studio del Censis ha mostrato che per ogni Euro investito in un posto barca se ne guadagnano 4. Sarebbe nuova linfa vitale per hotel, bar, ristoranti direttamente dalle tasche dei turisti in arrivo dal mare. Si pensi che la produzione dello yachting, cioè panfili e velieri grandi più di 24 metri, è in mano agli Italiani e questa fetta di mercato cresce al ritmo del 30% all’anno. Peccato però che l’offerta di ormeggi in Italia è bassissima.

In Italia ci sono circa 139 mila posti barca da diporto con la Liguria sul gradino più alto del podio. Un numero che risulta essere insufficiente ad accogliere sia la domanda interna, sia il traffico della stagione estiva. Questo è un settore dove puntare, qui sta parte del nostro futuro, e poi ci sono da riconvertire le miniere, da sfruttare le immense risorse ambientali e culturali, insomma abbiamo tanto e sfruttiamo molto poco, quasi niente.

Per Cagliari sono stati stanziati 60 milioni di euro per la metropolitana sotterranea, ma questa è solo una parte degli stanziamenti complessivi (un miliardo e mezzo di Euro) destinati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica.Noi pensiamo che se Cagliari rimane senza Metropolitana sotterranea non morirà nessuno, ma se il territorio del Sulcis Iglesiente rimane senza lavoro scoppia il caos sociale e muoiono in tanti.

Signor Presidente, questa è la nostra proposta progettuale per il futuro del territorio, chiediamo un incontro per poterla discutere.

Cordiali saluti

Il Presidente Roberto Longu

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