Gazzetta del Sulcis Iglesiente - Settimanale della Provicia Carbonia Iglesias  
  
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Lettere al giornale

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Lettere

Lettera in Redazione di Luciano Carta

Gazzetta del Sulcis Iglesiente del 02 Aprile 2009

 

Gentile Massimo Carta,

su segnalazione di Paolo Pulina ho scorso l’ultimo numero della “Gazzetta del Sulcis” nella versione on-line, dove hai voluto ospitare il resoconto della mia conferenza al Circolo dei Sardi a Pavia sull’inno di Mannu “Procudae ‘ moderare barones sa tiranìa”.

Te ne sono grato e trovo che è un ottimo modo per divulgare momenti della nostra cultura regionale, al di là e oltre lo strumento tradizionale del libro e senza scadere nelle “sarditudini” di carattere meramente folkloristico.

Devo inoltre farti ulteriori complimenti perché hai anche segnalato un’altra iniziativa, della quale sono stato investito dal Comandante Regionale dell’Arma dei Carabinieri Generale Carmine Adinolfi già dall’anno scorso, che mi ha chiesto di fare la traduzione de su “Candariu historicu de s’Arma de sos Carabineris” in logudorese (semplicemente perché io vengo dal Logudoro, anche se nella presentazione a Cagliari il 19 dicembre u.s. ho auspicato che il Calendario venga tradotto almeno nelle due varianti principale dell’Isola, il sardo meridionale e quello settentrionale).

Ma, a prescindere da ciò, voglio complimentarmi con te perché hai correttamente colto il senso complessivo dell’operazione (peraltro bene indicato dal generale Siazzu dei “Carabinieri, patrimonio delle comunità”), che in un primo momento a me sembrò un tantino estemporanea. Ma a pensarci bene, mentre portavo avanti la traduzione dell’edizione dell’anno scorso, mi sono reso conto che l’originaria intuizione del generale Adinolfi era molto sensata e, se vuoi, profonda nel suo significato: quello che a molti di noi è, forse troppo a lungo, apparso come il braccio armato dello Stato centralizzato, in fondo è stato ed è lo strumento dello Stato che, meglio di tanti altri, è vicino alla quotidiana realtà delle popolazioni.

E’ pertanto corretto dare un segnale in questo senso anche attraverso la lingua, quasi a voler significare che con questo gesto di attenzione viene in modo più significativo indicato il ruolo di quell’istituzione, che non è un corpo “contro” la popolazione, ma un agente proficuo e importante “dentro” la popolazione della Sardegna, come delle altre regioni d’Italia. Un modo simpatico per dire, attraverso uno strumento così quotidiano e comune come è un calendario, che l’Arma è vicina alla gente. Mi scuso se sono stato un po’ lungo, ma ho ritenuto doveroso farti i miei complimenti per la sensibilità e l’attenzione.

Del resto, questa email mi ha offerto l’occasione (meglio tardi che mai!) per dirti che entrambi probabilmente ci conosciamo, ed io sicuramente ti conosco per litteras (non solo perché sei mio “cognonimo”, dunque!), da tanto tempo, da quando, entrambi “verdi”, tu scrivevi su Carbonia (dove, tra l’altro, ho insegnato al Liceo Classico nel 1985-86) e le miniere ed io scrivevo sui “Quaderni bolotanesi” ecc. ecc. Ne è passata di acqua sotto i ponti!

Un cordialissimo saluto.

Luciano Carta

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