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CAGLIARI 1938-1943, UNA MOSTRA CHE NON TI ASPETTI: UN RICORDO CHE RESPIRA

di Daniela Puddu

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Al termine di una mattina di metà aprile in cui l’estate sembra avere già abbracciato l’aria di questo lembo di mare e cielo, decidi di visitare la mostra che il lazzaretto ospita questi giorni. Conosci la storia che narra, ricordi e racconti di quegli anni di guerra sono intessuti nella memoria, conosci le pagine delicate della storia di Nobile Verrisi che scorrono tra la polvere, conosci l’artista che riesce a trasferire sui disegni volti e personaggi. Insomma ti accingi ad entrare con l’animo leggero e il profumo del mare alle spalle con il pensiero di non voler dimenticare.

Una parete di grafite indica l’entrata in due lingue scritta con la polvere di gesso, e la voce nota di un uomo, che ebbe la presunzione di decidere le sorti del mondo, rimbomba nell’aria e ti accoglie con gelo e distacco.

Drappi e vessilli muti delineano di rosso un percorso obbligato e ti costringono a guardare in faccia i nomi di città dove miseria e speranze hanno combattuto tra loro. Risuonano nell’aria le voci dei sopravvissuti e gli occhi vuoti di donne e uomini, disegnati col sangue, ti accompagnano guardandoti dentro.

Non te lo aspetti ma un brivido attraversa la mente.

Come sentinelle i nomi dei campi di concentramento sorvegliano il tuo cammino in un tempo quasi dimenticato. Vorresti non guardarli ma il rosso ti invade le vene. Si respira la polvere, la fuliggine di fumi ancora presenti, la ruggine che odora di memoria. La musica di Schindler List che ora risuona mestamente accarezza i disegni, i ricordi, le frasi che mani giovani hanno tracciato sui grigi sipari. È un muto dolore che urla in uno scenario che non ti aspetti e che morde il ricordo. Cammini in mezzo alla storia, “quando la luna quasi si poteva toccare e le pallottole che fischiavano sembravano stelle vaganti, alla ricerca di sogni da spezzare” (da Nobile Verrisi), torni indietro in un tempo che sembra non essere passato.

Ti fermi e sembra di sentire il lamento dei sogni spezzati, della polvere che tutto ricoprì e che sembra ancora adagiarsi sui nostri giorni.

La scritta Ausfahrt arriva quasi in soccorso ma neanche il profumo del mare riesce a non farti pensare “Come dimenticare… perché dimenticare?”.

L’Accademia d’Arte Santa Caterina presenta “Cagliari 1938/1943”, Mostra e rievocazione storica dei bombardamenti, con immagini e video dell’epoca, per non dimenticare… 

Con i disegni di Stefano Obino, tratti dal cahier de voyage “I volti di Auschwitz”, e ispirati a “Nobile Verrisi”, il romanzo di Giorgio Binnella.

In esposizione anche il primo lavoro a fumetti di Carola Atzori.

Allestimento a cura dei docenti dell’Accademia d’Arte Santa Caterina: Giorgio Binnella e Stefano Obino. Con la collaborazione degli studenti del liceo artistico Foiso Fois di Cagliari.

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